Cultura

Pubblicato il 21 dicembre 2011 | da Daria Bellucco

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Il Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea presenta i risultati della prima indagine statistica sullo spettacolo dal vivo in Italia

Ricordando l'articolo 9 della Costituzione italiana, uno studio per valorizzare un importante settore dell'industria culturale del paese

 

Il mondo dello spettacolo dal vivo e della scena contemporanea delle arti performative finalmente possiede un suo studio economico di settore.

 

Il 25 novembre scorso, presso la sede della Fondazione RomaEuropa sono stati resi pubblici i risultati dei questionari “Rispondi al Futuro” ideati e realizzati da Cresco (Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea), con il supporto di Zeropuntotre e della Fondazione Fitzcarraldo.

 

Il progetto si presenta come la più grande indagine statistica sullo spettacolo dal vivo mai promossa in Italia. La ricerca qualitativa e quantitativa è stata svolta attraverso 1.120 questionari compilati sia da lavoratori dello spettacolo (attori, danzatori, amministratori) che da imprese.

 

Il lavoro risponde all’esigenza di avere un quadro completo sulla situazione di un lavoro sommerso che pur inserendosi in un contesto sociale complesso, presente in tutto il paese, viene considerato “atipico”.

 

Stupiscono, infatti, i dati del livello di scolarizzazione degli addetti ai lavori in rapporto alle retribuzioni vicine alla soglia di povertà. Il 56% dei rispondenti possiede un titolo di studio alto (laurea e titolo post-laurea) e una retribuzione media annua che non supera i 10.000 euro. Per tale motivo il 33% è obbligato a svolgere altri lavori spesso molto lontani da ciò per anni hanno studiato con conseguente dispersione di professionalità ed energie.

 

Dati che evidenziano un alta precarietà nel settore e che sottolineano la necessità di un azione rivolta al welfare e alla dignità dell’artista.

 

Nel Lazio i contributi pubblici arrivano soprattutto dai Comuni, anche se i soldi stanziati dallo Stato non raggiungono nemmeno il 0,03% del Pil. Il sistema di finanziamento statale regolamentato dal Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) è bloccato da oltre dieci anni.

 

Ciò che preoccupa non è la produzione, ma l’assenza di un mercato distributivo efficiente, per cui a fronte di una sovrapproduzione, la ripresa degli spettacoli è pari all’11%.

 

La ricerca ha voluto disegnare una mappa del contesto sociale e artistico del mondo dello spettacolo dal vivo per facilitare un’azione poetica e politica in questo settore della cultura italiana.

Www.progettocresco.it




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