Resistenze

Pubblicato il 28 marzo 2015 | da Fabio Ferrari

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Municipio VIII, aumentano i volontari

Con la diminuzione dei servizi offerti dalle istituzioni, si moltiplicano i comitati spontanei di cittadini. Il caso degli Orti Guglielmotti

Dove non arriva lo Stato, ci sono i volontari e la primavera del 2015 si tinge di autorganizzazione. Dopo il fenomeno Retake, esploso nei quartieri di San Paolo e Garbatella lo scorso autunno, si moltiplicano nel municipio i casi di comitati spontanei di cittadini dediti al recupero di aree pubbliche inutilizzate.

E’ il caso degli abitanti delle strade adiacenti al Parco Brin alla Garbatella che, organizzati come comitato Orti Guglielmotti, lo scorso 21 marzo hanno dato il via ad un’operazione di riqualificazione nel tratto di via delle Sette Chiese che costeggia il Parco di Commodilla.

‘Ci siamo costituiti a luglio del 2014 – racconta un’attivista del comitato – e dopo aver ottenuto le autorizzazioni del Municipio, abbiamo recuperato l’area verde di via Guglielmotti, trasformandola in orto urbano. Oggi siamo qui per pulire le siepi di questo tratto di via delle Sette Chiese e in futuro daremo vita ad altre iniziative simili’.

E’ assodato che il volontariato sia molto amato dagli italiani, dato che trova conferma nel Rapporto Italia 2015 pubblicato recentemente dall’Eurispes, che ogni anno propone una fotografia politica sociale ed economica del nostro Paese. Il fiorire di esperienze di associazionismo di prossimità e volontariato ha una serie di innegabili conseguenze positive. Tra queste, il recupero di aree abbandonate, spesso lasciate al degrado, è la più visibile, se poi si calcola che è pure a costo zero non si può che essere entusiasti. Inoltre, non bisogna dimenticare come tali realtà aumentino il senso di comunità tra vicini di casa e di quartiere, fenomeno di contrasto alla spersonalizzazione del vivere in una grande e disorganizzata metropoli come Roma.

Tuttavia, non va trascurato che queste esperienze nascono soprattutto a causa di un latente deficit di servizi pubblici offerti dalle istituzioni. Nonostante l’autorganizzazione dei cittadini in un’ottica di risoluzione di problemi possa essere considerato un fenomeno positivo, che favorisce la partecipazione alla vita politica, è innegabile che vada considerato anche il lato mezzo vuoto del bicchiere.

Chiusura degli ospedali, riduzione del trasporto pubblico, decurtazione delle risorse dedicate alla scuola. Bisogna impedire che lo Stato, magari con la scusa di favorire l’autorganizzazione e la libertà di espressione dei cittadini, continui a disertare il suo dovere di regolatore della vita pubblica, proprio perché in alcuni settori il volontariato non può e non deve sostituirne l’azione.

Già esistono esempi che potrebbero pregiudicare ambiti cruciali e di esclusiva competenza dello Stato, come la sicurezza, dove la costituzione di comitati territoriali dediti al controllo del vicinato porterebbero ad una pericolosa situazione nella quale la tranquillità della vita quotidiana sarebbe affidata, in maniera ambigua, a una sorta di non meglio qualificati vigilantes.

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