Cultura

Pubblicato il 29 novembre 2011 | da Daria Bellucco

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Si apre, a Garbatella, una finestra sul mondo

Presso il teatro Palladium tre giornate di tavole rotonde, cinema e performance artistiche per riflettere sul concetto di diversità culturale

  

Arti, comunicazione e diversità culturale sono i temi su cui ruota il convegno/evento “Cinema & diversità culturale” realizzato dal Dipartimento di Comunicazione e Spettacolo di Roma3 .

Giunto alla diciassettesima edizione, il Convegno Internazionale di Studi Cinematografici, che in passato ha visto coniugare cinema ed energia, cinema e politica ha lo scopo di indagare i mutamenti in atto nel campo della settima arte e delle arti ad esso collegate.

 

Diversità come “patrimonio comune dell’umanità” e “come fonte di scambio, innovazione e creatività”. Lo scambio tra identità e la commistione di arti provenienti dalle varie zone del mondo viene percepita come conoscenza reciproca che offre un valore aggiunto alla cultura europea.

 

Un convegno accademico che in realtà si presenta come un evento internazionale tra studiosi e artisti provenienti da quattro Continenti, America, Europa, Africa e Asia.

Un incontro interdisciplinare tra le arti che indaga il cinema da Hong Kong all’Africa, il rapporto tra forme artistiche e nuovi media in America Latina e in Europa, l’avanguardia teatrale e poetica di Eugenio Barba, Carlo Quartucci, John Giorno.

 

Proprio L’Odin Teatret fondato da Eugenio Barba è tra i protagonisti di oggi, giornata dedicata al rapporto tra arte e antropologia. Un teatro multiculturale quello di Barba sulla cui esperienza si confronteranno con la platea studiosi del calibro di Franco Ruffini, Stefano Geraci, Mirella Schino e Raimondo Guarino.

A raccontare le origini multiculturali di Roma è lo spettacolo “Numa, ovvero Roma non fu fatta in un giorno” della compagnia O Thiasos TeatroNatura. Sulla scena le storie tratte da fonti mitologiche come Plutarco, Virgilio e Ovidio. Spettacolo di narrazione, sviluppato in modo orale “cioè perfezionato ogni sera attraverso l’esperienza stessa del narrare”, capace di generare paesaggi sonori attraverso l’uso di strumenti arcaici dell’antica Roma.

 

A seguire un incontro italo-americano con “Nine Poems in Basilica” con la regia, fotografia e montaggio di Antonello Farretta. L’opera è un “Poetry film” basato su nove differenti poemi scritti ed interpretati dal grande poeta nord americano John Giorno. Il film è interamente girato in Basilicata, dalla quale emigrarono i parenti di John alla volta di New York City.

 

La giornata di domani è dedicata alle arti elettroniche, alla videoarte e al rapporto con i nuovi media. Su questi temi l’Europa si confronta con il Sud America attraverso una performance coadiuvata dagli artisti Rosario Valli e il colombiano Francisco Cabanzo.

 

Spazio ai documentari “Word from the edge” di Lance Hanson, Federico Lanchares e Federco Cabanzo e “Impression from Peyot road” diretto da Federico Lanchares e Federico Cabanzo; racconti di viaggi reali o immaginari attraverso il territorio nativo americano “in cui la ricchezza spirituale è in contrasto con la povertà materiale”.

La rassegna di domani è anche un occasione per vedere “Sueña Wuijano Universitalitas”, work in progress dello storico binomio Carlo Quartucci e Carla Tatò (ora Teatr’ Arteria).

 

Nel foyer del Palladium l’esposizione “Geografie meravigliose e differenze culturali: la video-arte e la re-immaginazione del Villaggio Globale”, commento permanente di video-artisti sui temi del convegno.

 

Tante sono le tavole rotonde e gli argomenti che verranno affrontati per cercare attraverso l’arte di instaurare un ponte tra culture e genti.

 

Il convegno è trasmesso anche in video streaming su www.dicospe.uniroma3.it

 

Il programma completo su www.dicospe.com




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