La centrale elettrica e le promesse di Alemanno
Rischio salute pubblica e danno ambientale: un sopruso che i residenti di piazza Lante subiscono fin dal 1982
19 maggio 2011
Dopo mesi di protesta da parte del Comitato del Quartiere Roma-Ardeatino, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha accettato di incontrare i residenti di via Zaniberti e di piazza Lante per discutere in merito alla preoccupante questione della centrale elettrica ACEA.
Una convivenza mai digerita quella che a cui i cittadini di piazza Lante devono soccombere fin dal 1982. Divisa dalle abitazioni da una piccola strada, distante poco più di una ventina di metri da un parco con spazio adibito ai bambini, collocata all’interno della riserva naturale dell’Appia Antica, alla centrale dell’ACEA non manca alcun requisito per essere definita uno scempio. Palesemente incompatibile con il circostante tessuto urbano, la centrale elettrica costituisce un pericolo per la salute degli abitanti. Sono in molti i residenti che negli ultimi anni hanno lamentato delle patologie tiroidee ed ematologiche e non può escludersi a priori che questi casi siano una conseguenza delle onde elettromagnetiche provenienti dal “mostro” di piazza Lante.
La protesta dei cittadini di Tor Marancia da due anni ha un nome e delle finalità ben precise. Nel 2009, sospinti dalla crescente preoccupazione intorno alla pericolosità dell’impianto dell’ACEA, i residenti si sono costituiti Comitato di Quartiere e non è un caso che il presidente di questa organizzazione sia proprio un medico di zona: Orazio De Lellis. Dopo aver rilevato, col passare degli anni, che patologie molto simili avevano colto determinati pazienti, residenti in prossimità della centrale elettrica, il dott. De Lellis ha cominciato a rendere pubblico il rischio di malattie tiroidee e di altre ancora peggiori. Il medico si è fatto anche promotore di controlli periodici per questi “sfortunati” pazienti ed è diventato la voce principale della mobilitazione. Ponendo come obiettivi principali la salvaguardia civica, ambientale e della salute degli abitanti, il comitato chiede da anni l’interramento dell’impianto, se non addirittura il radicale spostamento in altra zona.
Varie iniziative sono seguite alle proposte man mano postulate dal comitato di quartiere che, se da una lato ha sempre potuto contare sull’appoggio delle istituzioni municipali, dall’altro, almeno fino a martedì scorso, non ha mai ottenuto risposte concrete da parte del Comune di Roma.
Lo scorso 17 maggio il sindaco Alemanno ha accettato l’invito ad effettuare un sopralluogo in via Zaniberti, incontrando con l’occasione i cittadini e lo stesso comitato. Ne sono seguite dichiarazioni apparentemente promettenti ma che in effetti contrastano con i tre anni di silenzio verso una problematica tutt’altro da sottovalutare. Il piano per effettuare l’interramento della centrale elettrica prevede uno stanziamento di circa otto milioni di euro e un periodo di lavori previsto intorno ai cento mesi. Per quanto riguarda invece la mera copertura dell’impianto (ipotesi più verosimile), i costi si dimezzano intorno ai quattro milioni di euro mentre la tempistica non sarebbe inferiore ai settanta mesi. Queste sono le cifre apparse nel blog del sindaco di Roma il giorno stesso in cui ha effettuato la visita nel quartiere Tor Marancia. Cifre e tempi che di rassicurante hanno ben poco. In merito alla pericolosità della centrale, il sindaco ha risposto che l’impianto è a norma e che il solo problema da prendere in considerazione è l’incompatibilità di questo con il tessuto urbano circostante. Totalmente aggirata la possibilità di trasferire la centrale in altro luogo, opzione che secondo il primo cittadino di Roma creerebbe gli stessi disagi in un altro quartiere. A suo avviso, evidentemente, il problema è meglio che resti lì, in quell’angolo tra piazza Lante e via Zaniberti, dove i bambini giocano al parco.

