Resistenze

Pubblicato il 28 aprile 2013 | da Fabio Ferrari

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Estradato Lander Fernandez

Le pressioni del governo spagnolo hanno impedito ai legali del giovane basco di presentare ricorso alla richiesta di estradizione

Dopo oltre dieci mesi di arresti domiciliari nella sua residenza romana alla Garbatella, Lander Fernandez Arrinda è stato estradato.

Ieri mattina, con un forte dispiegamento di uomini e mezzi le forze di polizia, tra cui Digos e Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), si sono presentate per prelevare il giovane basco e consegnarlo alle autorità di Madrid.

L’interposizione pacifica degli attivisti della rete di solidarietà riunita nel comitato “Un caso basco a Roma” aveva in un primo momento impedito l’immediata esecuzione delle operazioni. Dopo l’intervento di alcuni deputati e senatori, da quanto riferito dagli attivisti, il Ministro della Giustizia Severino aveva verbalmente garantito il differimento dell’esecuzione della misura di estradizione, atto che avrebbe consentito a Lander Fernandez di adire alle ulteriori procedure previste dall’ordinamento: il ricorso al Tar e quello alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

A trattativa avvenuta, Lander è stato dunque portato presso la Questura di via Genova, ufficialmente per ricevere alcune notifiche processuali. Ma alla fine il giovane è stato accompagnato in aeroporto e rispedito a Madrid.

“Assistiamo ancora una volta al calpestamento delle nostreleggi costituzionali. Le pressioni politiche di Madrid hanno avuto il sopravvento sul diritto ad un processo equo – riferiscono dal comitato di solidarietà per Lander – le accuse di terrorismo provenienti dal governo spagnolo sono a dir poco spropositate. Lander è accusato del danneggiamento di un autobus nel 2002, reato che in Italia sarebbe in prescrizione, con prove indiziarie avute da un testimone che ha ritrattato la testimonianza sporta in quanto estorta sotto tortura.”

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