Liceo Primo Levi: è rischio privatizzazione
Offerti 10.000 euro dalla Fiorucci in cambio di uno striscione pubblicitario e assemblee a tema. Al vaglio dell'istituto la proposta dell'azienda leader della produzione di salumi in Italia
Non solo salami e mortadelle. La Fiorucci vuole entrare anche nel business dell’istruzione. L’azienda ha infatti offerto 10 mila euro al liceo Primo Levi in cambio di uno striscione pubblicitario di 30 metri esposto nella scuola per un anno. Immediata la risposta degli studenti che hanno attaccato questa mattina il loro striscione che recitava “Ucci, ucci, sento puzza di Fiorucci” all’entrata della scuola per esprimere la loro contrarietà. Il colosso italiano produttore di salumi è recentemente finito sotto i riflettori per il ritiro del salame Milano dal mercato. Durante i controlli sono state trovate tracce di contaminazione da Escherichia coli.
La proposta fatta all’istituto di via Francesco Morandini prevede il cospicuo finanziamento in cambio dello striscione e di due assemblee “informative” sul tema dell’alimentazione. Un’operazione di marketing a tutti gli effetti, svolta alla luce del sole all’interno di una scuola pubblica. Ancora in fase di valutazione da parte del liceo, l’offerta ha suscitato un coro di proteste da parte degli studenti.
Simone Mataloni, rappresentante degli studenti del Primo levi, dichiara: «E’ necessario stroncare il problema sul nascere per evitare questa situazione. A breve voteremo in Consiglio di Istituto la proposta. All’interno della scuola ci sono opinioni contrastanti- ci sipega Simone – ma dobbiamo impedire che il Primo Levi si faccia trascinare nell’oblio della privatizzazione.»
Un episodio, questo, che mette a nudo la difficile situazione in cui versano le scuole italiane. La mancanza di fondi nelle casse degli istituti li rende facili prede dell’ingerenza dei privati. Con la spending review gli stipendi degli insegnanti sono bloccati dal 2007 e anche il meccanismo degli scatti di anzianità, che prevede l’automatico aumento di stipendio in base agli anni di servizio, è stato sospeso. Ma i soldi risparmiati non sono tornati tra i banchi e le lavagne. Per pagare gli scatti di anzianità degli anni 2010, 2011 e 2012 si è infatti attinto direttamente dal FIS, il fondo di istituto, atrofizzando così i progetti destinati al Miglioramento dell’Offerta Formativa (MOF).
In sostanza, i soldi destinati ai progetti gratuiti per gli studenti sono ora utilizzati per coprire gli stipendi dei docenti che le nostre politiche di austerity non ci permettono di pagare. E l’unica soluzione rimasta è privatizzare gradualmente e silenziosamente l’istruzione pubblica, uno dei pochi beni rimasti nel nostro Paese.

