Resistenze popolari

Pubblicato il 28 giugno 2016 | da Irene Salvi

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Messico, gli insegnanti non sono soli

Roma solidarizza con gli insegnanti messicani in sciopero contro la riforma educativa, lanciando un flashmob per il 4 luglio davanti al Ministero dell’Istruzione

Da diverse settimane una sanguinosa repressione del governo di Enrique Peña Nieto si è scagliata contro le insegnanti, gli insegnanti e la società civile che è scesa in piazza contro una riforma della scuola che mira a privatizzare il sistema dell’educazione pubblica e attacca i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il 19 giugno nella città di Oaxaca 12 persone tra cui insegnanti, studenti e studentesse sono state uccise dalle forze di polizia federale e statale nell’intento di disperdere le manifestazioni e a oggi continuano gli arresti e le sparizioni durante le proteste che si stanno diffondendo in tutto il Paese. All’origine delle manifestazioni dei docenti c’è il progetto di riforma dell’istruzione lanciato dal presidente Enrique Peña Nieto e approvata nel 2013 da deputati e senatori messicani, nonostante  la protesta di specialisti del settore e docenti. La riforma, utilizzando slogan come la meritocrazia, la valutazione degli insegnanti e la modernizzazione, ripropone un’idea di scuola che vede sempre più forte l’intervento dei privati e che controlla e vigila i docenti privandoli dei propri diritti.

Per questo, secondo gli insegnanti, si tratta di una riforma regressiva e dannosa che colpisce i diritti acquisiti dei lavoratori e mette a repentaglio l’istruzione pubblica.

In solidarietà con maestri e maestre messicani, con il sindacato di lotta CNTE e con tutti i gruppi, i cittadini e le cittadine scesi in piazza in queste settimane, la Rete delle Scuole Popolari di Roma (insieme a realtà come CattiveMaestre, YaBasta Multitudia, Link Roma3, Unione degli Studenti Roma e Collettivo Galeano – Coordinamento Studenti Roma Sud) lancia un appello a lavoratori e lavoratrici dell’educazione, a studenti e studentesse e a tutta la cittadinanza perché si tenga alta l’attenzione sui fatti di Oaxaca e di tutto il Messico.

Le manifestazioni che i docenti messicani stanno portando avanti ci vedono coinvolti nella lotta contro un attacco all’istruzione pubblica che ha molti tratti in comune con la cosiddetta Riforma della Buona Scuola del governo Renzi e più in generale contro un’idea di scuola in cui sulla formazione critica, sul diritto allo studio, sulla visione dell’educazione come pratica di libertà, prevalgono criteri aziendalistici e dinamiche di mercato.

Oggi, 28 giugno, Roma risponde alla richiesta di solidarietà a questa lotta invitando tutti gli studenti, le studentesse, i docenti e le realtà dell’educazione formale e informale romane a partecipare al flashmob che si terrà il prossimo lunedì 4 Luglio davanti alla sede del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca alle ore 18. Perchè, come affermano gli insegnati messicai, “la educación es nuestra única salida, nuestra ventana a la verdad, a la libertad y la paz” (L’ istruzione è la nostra unica via d’uscita, la nostra finestra sulla verità, sulla libertà e la pace).

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