Informazione e trasparenza: la lotta di Radio Città Aperta
Da mesi la storica emittente romana aspetta risposte sul mancato rinnovo della Convenzione che prevedeva la diretta radiofonica delle sedute consiliari. Nel frattempo, i programmi vengono trasmessi dal presidio permanente sotto la Regione Lazio
Ultimamente trasparenza è una parola di moda, e da ogni lato si alzano voci per chiedere di garantire alla cittadinanza accesso diretto ai processi decisionali delle istituzioni. Radio Città Aperta lo fa da tempi non sospetti: in base a due convenzioni quasi ventennali con la Regione Lazio e il Comune di Roma, dal 1997 trasmette in diretta radiofonica sedute e lavori d’aula dei Consigli locali, offrendo un servizio di informazione riconosciuto da amministrazioni politicamente agli antipodi. Al momento però, mentre in Comune l’accordo continua il suo corso, con la Regione qualcosa si è inceppato: precisamente dal 31 dicembre del 2012, quando alla scadenza della convenzione non sono seguite le mosse necessarie a riattivarla, né alcuna comunicazione ufficiale sul perché del mancato rinnovo. Da quella data – più di 15 mesi fa – la Radio continua a trasmettere i contenuti di sempre, ma lo fa a proprie spese: salatissime, oltre 20mila euro a bimestre soltanto per la bolletta dell’elettricità. «Anche la linea telefonica di cui abbiamo bisogno per la diretta radio» spiega Marco Santopadre, direttore di RCA dal 2006 al 2012 «è estremamente costosa: senza contare il costo delle attrezzature, gli stipendi dei tecnici e di tutti gli altri lavoratori coinvolti. Abbiamo già ridotto le spese al minimo, ma senza i contributi della Regione non so quanto riusciremo ad andare avanti». È stata lanciata una petizione su change.org/radiocittaaperta, con l’obiettivo di raccogliere 2000 firme da inviare al presidente del Consiglio regionale Leodori chiedendogli una risposta formale sul rinnovo. La campagna di sottoscrizione si chiuderà il 30 aprile con una serata al Circolo degli artisti: “Non ci sono più le mezze stazioni: 88.9 FM – il rock indipendente a sostegno di Radio Città Aperta”.
Secondo Santopadre, c’è la sensazione di trovarsi davanti al classico “muro di gomma” istituzionale. «A fine febbraio siamo riusciti a svolgere un’assemblea all’interno del palazzo della Regione, a cui hanno partecipato quattro consiglieri di ogni schieramento che si sono impegnati a portare la nostra vertenza in Consiglio, ma ancora non c’è stato alcun seguito». In effetti, lunedì scorso il consigliere del Movimento Cinque Stelle Barillari ha presentato un’interrogazione – in attesa di risposta – al presidente Leodori. Intanto, per richiamare l’attenzione sullo stallo, ormai da dieci giorni c’è un presidio permanente in piazza Oderico da Pordenone – sotto la Regione Lazio – con un tavolo dove si alternano redattori, tecnici, dj e, ci dicono, molte persone venute a portare sostegno. Anche mentre siamo lì si ferma una ragazza: «Sono una vostra ascoltatrice, che succede?». A Radio Città Aperta da mesi ci si pone la stessa domanda, ma le risposte non sembrano arrivare.

