Emergenza casa, odissea in VIII Municipio
I violenti sgomberi della Montagnola riaccendono i riflettori sulla questione abitativa. La parola a Luca Fagiano, portavoce del Coordinamento cittadino lotta per la casa e a Luigi Nieri, Vicesindaco di Roma Capitale
Si è conclusa ieri mattina la drammatica vicenda del Municipio VIII occupato. Gli uffici hanno ripreso a funzionare e la tendopoli è scomparsa nel giro di una notte, ma non si può certo parlare di lieto fine.
Le circa 200 famiglie, almeno una sessantina i bambini, sono sempre senza casa e Roma Capitale è il grande assente dell’emergenza abitativa.
Dopo quasi una settimana nei locali del Municipio, gli sgomberati hanno trovato riparo in altre occupazioni presenti sul territorio. Alcuni di loro hanno occupato la struttura abbandonata di una ex scuola alberghiera a via di Torcarbone 218, di proprietà del Comune.
“Si è deciso di interrompere la tendopoli al municipio – spiega Luca Fagiano, portavoce del Cooordinamento cittadino lotta per la casa – per evitare una guerra tra poveri con i cittadini, permettendo la riapertura dei servizi. Vogliamo riportare il conflitto sul terreno che più ci interessa, ovvero dimostrare che ci sono soluzioni al problema della casa, a partire dai tanti stabili pubblici in disuso nella città, che potrebbero rapidamente essere riconvertiti in soluzioni per l’emergenza abitativa e per altri servizi, come ad esempio la scuola dove ci troviamo ora a Torcarbone.”
L’occupazione del Municipio era avvenuta in seguito al violento sgombero del palazzo occupato alla Montagnola e al successivo incontro con i rappresentanti del Comune, al quale aveva partecipato il Vicesindaco Luigi Nieri.
“L’incontro con il Comune è stato deludente – racconta Fagiano – il vicesindaco ha dichiarato la sua personale disponibilità a prendere parola sui temi caldi del decreto Lupi e del diritto a manifestare, nonché a ragionare su un programma di risposta all’emergenza abitativa, ma non sono state offerte soluzioni all’emergenza delle 200 famiglie, neanche soluzioni temporanee o strutture alternative di supporto.”
Il Vicesindaco e Assessore al Patrimonio di Roma Capitale Luigi Nieri, raggiunto telefonicamente da Coreonline, tramite la portavoce Nunzia Bosso ha confermato che al momento il Comune non avrebbe a disposizione spazi idonei da utilizzare per situazioni d’emergenza come quella accaduta, negando che il Vicesindaco o tantomeno il Sindaco fossero a conoscenza dello sgombero del palazzo Inarcassa a Montagnola, avvenuto lo scorso 16 aprile.
Dal Gabinetto del Vicesindaco hanno comunicano, tramite nota emessa solo ieri sera, che in questi mesi il Comune avrebbe effettuato una verifica sui beni inutilizzati, individuando alcuni edifici scolastici dismessi della città da destinare, attraverso bandi pubblici, a progetti di autorecupero che possano rispondere in maniera concreta all’emergenza abitativa.
“L’assessore alle Politiche abitative e della casa Daniele Ozzimo – ha dichiarato nella stessa postilla Luigi Nieri – sta completando il censimento comunale delle occupazioni che ci permetterà di stringere i tempi con la Regione per dare attuazione al Piano straordinario per l’emergenza abitativa nel Lazio, approvato dalla Giunta Regionale Zingaretti lo scorso gennaio, che prevede uno specifico programma per affrontare l’emergenza a Roma con circa 200 milioni di euro messi da subito a disposizione della Capitale.”
La questione casa nella città aeterna rimane irta di spine. L’aggravamento dell’emergenza abitativa e il conseguente aumento delle occupazioni non sembrano trovare reale ascolto nelle istituzioni competenti, atteggiamento che ad oggi ha contribuito alla trasformazione del problema della casa in un tema di ordine pubblico.
L’acuirsi della crisi mette ancora una volta a nudo i limiti delle istituzioni nel rispondere a criticità esplosive e non più rinviabili, criticità che evidenziano l’importanza di percorsi partecipativi che rivendicano il recupero e l’utilizzo a fini sociali del patrimonio pubblico e privato abbandonato.

