Dispacci

Pubblicato il 10 gennaio 2017 | da Fabio Ferrari

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Municipio VIII a rischio commissariamento

Si acuisce la crisi tra il presidente Pace e parte dei consiglieri. Oggi tutti convocati in Campidoglio per ricomporre la frattura

E’ guerra aperta nella maggioranza pentastellata del Municipio VIII. Dopo due settimane di schermaglie, oggi il “caso Pace” arriverà in Campidoglio, dove presidente e consiglieri sono stati convocati dai vertici cittadini del Movimento per trovare un soluzione ai dissensi sorti in seno al Municipio. Secondo fonti interne ai cinquestelle, i mal di pancia sono tali che, in caso di mancata ricomposizione delle fratture, si potrebbe arrivare ad un commissariamento dell’ente di prossimità.

Tra i motivi dei dissidi che oppongono presidente e alcuni consiglieri, la mancanza di condivisione e del lavoro di squadra, nonché l’utilizzo di affidamenti diretti, pratica aspramente criticata in campagna elettorale dall’M5s.

A finire sotto accusa era stata l’assegnazione, poi rientrata, di alcuni locali ad un’associazione amica (l’associazione ‘Risorgi Roma’, guidata da un esponente locale del M5s, avrebbe visto l’assegnazione di alcuni locali del Municipio situati in Via delle Sette Chiese,) ed ancora prima la decisione di assegnare la gestione dei bandi municipali a Confservizi Lazio, di cui è Direttore lo stesso Vicepresidente del Municipio.

Scelte denunciate dai consiglieri d’opposizione di Sinistra Italiana e che sembrerebbero esser state fatte passare sopra la testa dei Consiglieri municipali del M5s, la cui fronda, nell’ambito di un’assemblea pubblica tenutasi lo scorso 4 gennaio ha chiesto un rimpasto di giunta pena la sfiducia a Paolo Pace.

Ma lo scontro interno ai cinquestelle si è poi dato anche su vicende di più lunga data, come quelle degli ex mercati generali e del comprensorio edilizio I-60. Nel primo caso le distanze tra presidenza e consiglieri riguarderebbero la rimessa in discussione del progetto approvato dalla precedente amministrazione comunale. Per l’I-60, vertenza che vede il Municipio impegnato in un ricorso al Tar del Lazio, le scintille deriverebbero dalla nomina di un CTP (consulente tecnico di parte) contestata da Pace al proprio Assessore all’Urbanistica Rodolfo Tisi, del quale i “dissidenti” avrebbero preso le parti.

Secondo quanto dichiarato dal Minisindaco, le richieste dei cosiddetti “dissidenti” – tutte respinte da Pace – punterebbero a revocare le deleghe del Vicepresidente del Municipio, Massimo Serafini, ridimensionare i poteri dell’Assessore all’ambiente Daniela Altera e sottoporre ogni iniziativa della presidenza e della giunta all’approvazione dei consiglieri.

Da fonti interne all’Assemblea Capitolina, in Campidoglio la crisi dell’VIII è stata accolta in malo modo, soprattutto per la delicata fase che sta attraversando la giunta Raggi. Si prevede che, per non creare ulteriori problemi alla sindaca, ai consiglieri verrà richiesto di ricompattarsi attorno al presidente Pace, senza rimpasti e silenziando tutte le obiezioni al programma non rispettato.

Non è scontato che l’opera di pacificazione per opera del Campidoglio vada buon fine. Secondo quanto riportato da un post pubblicato ieri pomeriggio dal consigliere “ribelle” Massimiliano Morosini, si protrae la spaccatura interna all’M5s municipale, con una votazione in commissione urbanistica – relativa a una risoluzione su “Difesa e ripristino del Fosso delle Tre Fontane e riduzione delle cubature dell’i60 Grottaperfetta” – che ha visto il voto discorde (tre a favore e tre contro) dei consiglieri cinquestelle.

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