Resistenze

Pubblicato il 18 marzo 2015 | da Fabio Ferrari

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Ex Mercati Generali, il futuro è sempre più da centro commerciale

Con l’approvazione della variante definitiva, la Giunta capitolina annuncia l’intervento di un finanziere internazionale nel progetto

Ignazio Marino cala l’asso di denari. Lo scorso 13 marzo la Giunta capitolina ha approvato la seconda e definitiva variante del progetto di ristrutturazione dell’area degli ex Mercati Generali di via Ostiense, ma questa volta le novità vengono dall’estero.

Il Comune, nella veste dell’assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo, ha infatti reso noto che la concessionaria Lamaro Appalti, holding dei noti palazzinari fratelli Toti, entrerà in partnership con il finanziere Robert De Balkany.

Presentato come uno dei maggiori immobiliaristi a livello europeo, specializzato nel recupero di siti urbani da riqualificare, il facoltoso ottaquattrenne franco rumeno è in realtà  colui che ha introdotto in Francia il modello statunitense dei centri commerciali, aumentando a dismisura la sua già enorme fortuna.

Secondo indiscrezioni, sarebbe proprio la modifica del progetto in direzione di un maggiore sfruttamento economico dell’area ad aver attirato De Balkany. Nonostante non sia variata la superficie interessata dall’intervento, le modifiche all’impianto originario faranno assomigliare la Città dei Giovani – termine di oramai veltroniana memoria – a un grande centro commerciale: a tale destinazione sarà attribuito circa il 50% dell’area (40,8% commerciale, per 35mila mq, e 9-10% ristorazione).

Dopo l’alleanza con i finanzieri targati USA per la costruzione del nuovo stadio della A.S. Roma, con un progetto che ha visto una colata di cemento da quasi un miliardo di metri cubi incassare il beneplacito della giunta capitolina con l’attribuzione dell’interesse pubblico sulla futura costruzione dell’impianto privato, il sindaco si conferma scout internazionale della speculazione edilizia.

Per gli ex mercati di via Ostiense e per i Toti, il cui cantiere versa in condizioni di stallo pluriennale, l’innesto di De Balkany sembrerebbe quanto mai vitale. Secondo quanto dichiarato da Marino in una recente intervista a Radio Radio, entro il prossimo autunno ripartiranno i lavori, con chiusura entro il 2017.

Detto fatto? Dietro le dichiarazioni sfavillanti, sullo sfondo rimane il dato di una crisi sempre più dura, mentre i policy maker propongono la solita minestra: speculazione edilizia, cementificazione e distruzione ambientale, giustificate dalla creazione di qualche posto di lavoro malpagato e precario. Interesse pubblico, profitto per pochi.


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