“Note a sentenza”, musica e diritto si incontrano al Palladium
Questa sera il teatro di piazza Bartolomeo Romano ospita un concerto organizzato dall'Università Roma Tre a conclusione del corso "Law and the Humanities"
“Qualcosa attira i giuristi verso la musica. L’amore per le costruzioni armoniche, per l’uso creativo di regole complesse e apparentemente rigide. La prontezza dell’adattamento e l’improvvisazione, che è possibile soltanto se si conoscono le regole”.
Musica e diritto – entrambe discipline primordiali, tra loro apparentemente molto lontane – questa sera si incontreranno a Garbatella, al teatro universitario Palladium, per un insolito concerto. L’evento, organizzato dai docenti Emanuele Conte e Giorgio Resta, conclude il corso semestrale in lingua inglese “Law and the Humanities” (attivo presso il Dipartimento di Giurisprudenza di Roma Tre) che esplora, con la frequente partecipazione di relatori internazionali esperti delle discipline più variegate, i rapporti intercorrenti nella storia e ai giorni nostri tra il diritto e le diverse forme di espressione artistica: dalla letteratura alle scienze sociali, dalla filosofia all’architettura, dal cinema fino – come accadrà stasera – alla musica web based collaboration tools.
Il concerto si aprirà con la celebre Sonata in re min. op. 31 n. 2 di Ludwig van Beethoven (Largo – Allegro, Adagio, Allegretto), eseguita al pianoforte da Enrico Maria Polimanti; seguirà la Sonata in la mag. op. 100 (Allegro amabile, Andante tranquillo – Vivace, Allegretto grazioso quasi andante) del compositore tedesco Johannes Brahams, con lo stesso Polimanti al pianoforte e il violinista Roberto Baldelli. Dopo l’intervallo, a cambiare i ritmi e concludere la serata ci sarà la Combo & latin jazz melody, che vede l’argentino Martin Diaz alla chitarra, Francesco Guzzetta al sax, Andres Langer al pianoforte, Attilio Celona alle percussioni e Mauro Catenacci – docente di diritto penale a Roma Tre, qui in una veste inattesa – al contrabbasso.
Un’occasione nella quale i giuristi “suonano e spiegano (brevemente) il loro rapporto con la musica”, secondo l’esperienza e la sensibilità di ciascuno: di volta in volta strumento di evasione dalle regole rigide della tecnica giuridica o, al contrario, coadiuvante della concentrazione e supporto alla composizione, costruzione e analisi del testo giuridico. Non a caso di una legge incomprensibile o inapplicabile si dice che resta “lettera morta”, proprio come uno spartito illeggibile o da cui nessuno abbia mai voluto trarre melodie: se infatti codici e pentagrammi sono soltanto contenitori da riempire, diritto e musica sono categorie di contenuto accomunate dalla consapevolezza che “un testo non esiste davvero finché non si realizza nell’esecuzione”.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, a partire dalle 20.30, presso il Teatro Palladium (piazza Bartolomeo Romano 8).
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