Speculazione edilizia, nuove occupazioni in Municipio
I movimenti di lotta per la casa tornano a chiedere una soluzione concreta in favore del diritto all’abitare. Occupato il palazzo di vetro di Piazza dei Navigatori e l’Albergo incompiuto di viale Giustiniano Imperatore, edifici parte di operazioni di edificazione di opere private, in cambio delle quali i costruttori avrebbero dovute compiere opere pubbliche mai realizzate
Con una nuova e spettacolare azione contro la speculazione edilizia e il degrado, i movimenti di lotta per la casa hanno occupato questo pomeriggio il palazzo di vetro di Piazza dei Navigatori e l’Albergo incompiuto di viale Giustiniano Imperatore.
Sia l’enorme edificio specchiato a ridosso di via Cristoforo Colombo che il tristemente famoso ‘bidet’ del quartiere San Paolo erano da tempo al centro di aspre polemiche sul disastrato sviluppo urbanistico della capitale, questione che non ha risparmiato il territorio del Municipio VIII.
Pochi giorni dopo lo scandaloso sgombero dell’insediamento dei rifugiati eritrei di Ponte Mammolo, visitato anche da Papa Francesco, i movimenti di lotta per la casa tornano a chiedere una soluzione concreta in favore del diritto all’abitare.
Gli occupanti sono entrati nei luoghi simbolo degli scempi compiuti a danno della città negli ultimi anni. I due edifici occupati rientrano infatti in operazioni di edificazione di opere private di grandissimo valore economico e di grande impatto urbanistico e ambientale, in cambio delle quali i costruttori avrebbero dovute compiere opere pubbliche mai realizzate.
‘Non si possono lasciare quegli spazi inutilizzati per il mancato rispetto da parte dei privati per il compimento delle opere pubbliche – hanno dichiarato Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII e Massimo Miglio, Assessore all’Urbanistica del Municipio Roma VIII – E’ noto che nel caso dell’accordo di programma di Piazza dei Navigatori, i convenzionati privati non hanno costruito le aree verdi attrezzate, i sottopassi di viale Cristoforo Colombo, i parcheggi pubblici a raso e nessun altro dei 32 interventi previsti. Come detto in più di una occasione e richiesto formalmente al Sindaco Marino, a parziale risarcimento della mancata realizzazione delle opere previste, l’Amministrazione capitolina acquisisca a patrimonio pubblico gli edifici e gli spazi annessi, prevedendo, dove possibile, anche il loro utilizzo al fine di alleggerire l’emergenza alloggiativa cittadina che aumenta giorno dopo giorno di fronte all’indifferenza dei più.’

