Spazi Urbani no image

Pubblicato il 30 marzo 2012 | da Lorenzo Baldarelli

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Via Ostiense: uno spazio da riconquistare tra ferrovia, mura e il fiume

Tra le opere che coinvolgono l'area c'è il nuovo ponte, un'opera che per ora non prevede una pista ciclabile. I progettisti e il Comune si accusano a vicenda

Chiunque oggi passi per via Ostiense si trova ad osservare uno spazio caratterizzato da cantieri, un po’ di degrado, edifici industriali, il bianco delle strutture universitarie e un gigantesco buco da dove un giorno, che speriamo vicino, confluirà il traffico proveniente dal nuovo cavalcaferrovia. Nel tempo quest’arteria della Capitale ha collezionato “oggetti di scala, forma e uso diversi”; per l’amministrazione municipale, riunitasi quest’oggi in una tavola rotonda allargata a tecnici e professori universitari di Roma Tre, questo spazio è “discontinuo nella sua sezione, con direzioni incerte ai sue estremi, urbano e periferico insieme, separato dai suoi stessi margini, indifferente ai cantieri aperti lungo di esso ma anche ad altri spazi in attesa di progetto. Povero di relazioni, incapace di ricucire la frammentarietà di altri spazi e di tenere insieme l’eterogeneità che da sempre caratterizza il contesto”.

La zona vive un periodo di forte cambiamento: a maggio si inaugurerà il nuovo ponte che collega la circonvallazione e via Ostiense, il Terminal, la vecchia “cattedrale nel deserto” inaugurata per i Mondiali del 1990, diventerà la seconda stazione di Italo, da dove partiranno i treni della Ntv di Montezemolo e lì accanto arriverà anche Eataly, catena di supermercati di lusso targata Piemonte.

Un’area quindi che fino a qualche decennio fa “era – dichiara il presidente dell’XI Municipio, Andrea Catarci – la zona industriale più centrale di Roma. L’iniziativa di oggi si concentra proprio su due aspetti fondamentali: il nodo strategico legato ai cambiamenti urbanistici e l’agenda politica che vede il cavalcaferrovia al centro di qualche polemica. Noi desideriamo – continua Catarci – far si che queste trasformazioni siano condivise, il quartiere è uno spazio vivo che necessita di continue attenzioni”. 

“Riappropiamoci – aggiunge Alberto Attanasio, vicepresidente e assessore alle Politiche dell’Urbanistica, dei Lavori Pubblici, della Mobilità e dei Trasporti del Municipio – di una visione condivisa del nostro quartiere. Tale visione dovrà poi guidare l’amministrazione municipale; partiamo dalla ‘strada’ per ricostruire una comunità”.

Dopo l’apertura dei lavori, l’evento si è strutturato nella forma di una tavola rotonda;  presenti il professore della facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Cagliari, Nicola Di Battista, João Ferreìra Nunes, Estudos e Projectos de Arquitectura Paisagista di Lisbona e Giulio De Virgilio, Sviluppo Centro Ostiense. Tra gli ospiti anche Maurizio Geusa del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica del Comune di Roma.

All’iniziativa era stato invitato anche Francesco Del Tosto, ingegnere della Solidus srl, la ditta costruttrice del nuovo ponte. Per impegni non ha potuto partecipare, al suo posto era presente l’ingegnere Diego Orlandi, disegnatore tecnico, progettista e grafico presso Solidus srl. L’azienda ha progettato il ponte, costituito da tubi bianchi di acciaio pesanti settecento tonnellate, dal costo di 15 milioni di per 240 metri di cui 125 sospesi. I tempi sono stati lunghi, ma a maggio si dovrebbe vedere l’alba. 

Molti cittadini si sono subito chiesti se tra le tre carreggiate, per i due sensi di marcia, erano presenti delle piste ciclabili. Noi di Core c’eravamo già occupati della questione (http://www.coreonline.it/Articoli.aspx/205/il-ponte-della-scienza) e avevamo chiesto, in occasione di una conferenza stampa sulla situazione delle piste ciclabili romane, all’assessore all’Ambiente Marco Visconti se il Comune si era informato. L’assessore ci aveva rassicurato che lo spazio per i ciclisti sarebbe stato garantito. Oggi, parlando con l’ingegnere Diego Orlandi, ma anche guardando le foto dei progetti sul sito della società (http://www.solidusroma.com/progetti.html), scopriamo che non è affatto così. “Il progetto è ancora in discussione – ci spiega Orlandi – e molto dipende dal Comune; all’inizio, ad esempio, era addirittura previsto la costruzione di binari per una linea di tram. Nel progetto esecutivo comunque non era prevista una pista ciclabile, noi però siamo pronti a cambiarlo. Ripasso la palla all’amministrazione capitolina”.



Autore

Giornalista che ama la fantascienza, le biciclette, la lettura, le cose belle e le stelle.



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