Via di Villa Lucina: arrivano i cassonetti a scomparsa
«Pronti dal 2010» secondo il Municipio, «una beffa» per Legambiente Lazio
Inaugurati ieri mattina 13 cassonetti interrati a scomparsa in via di Villa Lucina. Presenti l’assessore all’Ambiente di Roma Capitale Marco Visconti, il presidente del Municipio XI Andrea Catarci, l’amministratore delegato e il presidente di Ama Salvatore Cappello e Piergiorgio Benvenuti.
Le 13 nuove piattaforme sono raggruppate in tre postazioni. Ogni recipiente presenta un’apposita “bocca” esterna in acciaio con le indicazioni per una corretta separazione dei rifiuti.
La consegna dei contenitori, tuttavia, ha suscitato polemiche tra Ama, il Municipio XI e Legambiente. Il presidente del Municipio Catarci, attraverso un comunicato stampa, sottolinea i ritardi nella vicenda. «Era il 10 luglio 2010 quando il Consorzio concludeva i lavori strutturali e consegnava la struttura all’Ama ma, grazie alla stessa Azienda pubblica, che pur ne aveva approvato la realizzazione, essi sono rimasti inutilizzati per due anni interi tra lo stupore, l’incredulità e la rabbia del municipio e della cittadinanza».
Più soddisfatte, invece, le dichiarazioni da parte di Ama. Per il presidente Piergiorgio Benvenuti, infatti, «i cassonetti a scomparsa rappresentano un’importante novità tecnologica dal punto di vista dell’igiene urbana ma anche della sicurezza, in quanto arginano l’annoso problema del rovistaggio. Le bocche esterne per introdurre i rifiuti, inoltre, sono facilmente fruibili anche da anziani e diversamente abili».
Un beneficio sociale che, non convince Legambiente. L’associazione ambientale, già nei mesi scorsi, aveva puntato il dito contro l’Ama sulla mancata raccolta differenziata nei mercati rionali. Cristiana Avenali, direttrice della sezione Lazio dell’associazione, afferma: «è una beffa, il Comune approva col Ministero dell’ambiente il piano per la differenziata porta a porta e poi spende soldi per degli inutili cassonetti a scomparsa? Davvero l’Ama ha tempo e personale da buttare per progettare insulsi cassonetti sotterranei invece di attivare il piano per la differenziata?».
E mentre ci s’interroga sull’utilità o meno dei nuovi cassonetti e di quanto pericoloso sia il problema del rovistaggio, tutto il municipio attende la differenziata porta a porta. Un sistema che, visti i tempi, servirebbe a portare nella discarica di Malagrotta meno spazzatura possibile tra le 800 tonnellate di rifiuti che Roma ,ogni giorno, produce.

