Verso la conferenza urbanistica cittadina: il municipio VIII prepara la sua Carta dei valori
Verso la conferenza urbanistica cittadina: il municipio VIII prepara la sua Carta dei valori
Obiettivo dichiarato quello di ricostruire il dialogo tra amministrazione comunale, municipale e cittadini in materia di urbanistica: un dialogo indebolito (quando non interrotto) nel corso delle passate amministrazioni, attraverso cui riempire di contenuti l’inflazionato concetto di rigenerazione urbana. Un leitmotiv che rischia di perdere di significato se non lo si rapporta alle necessità e ai bisogni sociodemografici attuali, già oggi molto diversi da quelli rintracciabili nel Piano Regolatore Generale (PRG) approvato dalla Giunta Veltroni nel 2008.
Questa è l’idea dell’Assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo, presente all’appuntamento, che vede nel percorso avviato un’opportunità importante per un reciproco scambio di informazioni tra territori locali e amministrazione comunale; per questo nelle prossime settimane è prevista la costituzione di alcuni tavoli di lavoro – per ora quattro – attraverso cui fare emergere i temi centrali che saranno alla base di quindici “Carte dei Valori” municipali. Al termine di questa fase si procederà all’esame dei vari documenti, che costituiranno un prezioso contributo per la Conferenza Urbanistica cittadina.
Nel corso dell’incontro Caudo ha sviluppato una lunga analisi sulla situazione sociale e demografica della città e del Municipio VIII, con uno sguardo allo stato di attuazione del PRG e alla rilevanza del patrimonio pubblico cittadino; la meticolosa ricostruzione di fasi, dati, percentuali mirava a dimostrare la necessità di concepire il futuro sviluppo urbanistico a partire dalle reali necessità sociali dei territori e dalle risorse attuali dell’Amministrazione. Da molti anni, ormai, la prospettiva è infatti quella di costruire fuori dal Raccordo Anulare, con un progressivo svuotamento delle zone centrali che oggi contano una popolazione attiva residente alquanto residuale e, di contro, una crescita esponenziale nei comuni e nelle frazioni della provincia di Roma: una decisa compressione del territorio rurale, la crescita della pendolarità, la lievitazione dei costi di erogazione dei servizi pubblici (acqua, luce, gas, trasporto pubblico). I dati raccontano uno sviluppo demografico in continuo mutamento, con un’importante crescita, ad esempio, del numero delle famiglie unipersonali, che chiedono di costruire e vivere la propria socialità al di fuori delle case e, dunque, nello spazio pubblico cittadino; più del 50% delle famiglie attuali, inoltre, utilizza una parte importante del proprio reddito per pagare il mutuo o l’affitto delle proprie abitazioni.
Infine, altro dato rilevante è quello relativo al rapporto tra crisi e mercato immobiliare: negli ultimi anni il volume delle compravendite si è quasi dimezzato, ma a questo non è seguita un’altrettanto decisa diminuzione dei prezzi delle case, soprattutto nelle zone più centrali del territorio comunale. Una grossa parte della città, dunque, risulta inaccessibile alle nuove famiglie, tra cui si contano ormai centinaia di migliaia di immigrati: in un contesto del genere è alquanto ovvio che la questione del diritto alla casa torni ad essere centrale nella riflessione sul futuro urbanistico del territorio. Per l’Assessore Caudo l’area di intervento deve essere quella della città costruita: una città da ristrutturare, riqualificare, rigenerare, localizzabile all’interno del GRA, per evitare la continua dispersione in zone periferiche e difficili da raggiungere. Il Comune, inoltre, deve partire dalle notevoli risorse che costituiscono la città pubblica, rintracciate negli ultimi mesi attraverso una mappa che consente oggi di individuare, tra l’altro, il patrimonio in dismissione e i piani di zona degli anni Settanta: attraverso il completamento della dotazione di servizi, il ripensamento delle reti di trasporto e della mobilità in genere, il recupero di spazi e immobili, è chiaro come la possibilità di una riqualificazione diffusa della città sia perseguibile e auspicabile.
Ad essere coinvolto in questo senso è, ovviamente, anche il nostro Municipio, un territorio che conta più di 130 mila abitanti ma che presenta significative differenze tra quartieri nella densità abitativa e nello sviluppo urbanistico: basti pensare come, a Garbatella, gli abitanti per kmq siano 14 mila, mentre la media municipale risulta essere inferiore ai 3 mila. Garbatella viene anche qualificata come la città storica del territorio, a cui si affianca una città consolidata (Grottaperfetta), una città della trasformazione (la zona di Piazza dei Navigatori, con numerosi interventi già avviati o pianificati, come l’ex Fiera di Roma e il complesso di Giustiano Imperatore) e una città da ristrutturare (individuabile nella zona di Cava Pace). Caudo ha tenuto ha sottolineare come la base di partenza debba necessariamente essere il PRG del 2008, che, tuttavia, può essere reso operativo attraverso 600 diversi strumenti attuativi, molti dei quali ancora da ricostruire.
Come era prevedibile e, in un certo senso, anche auspicabile data l’estrema importanza delle questioni, l’atmosfera al Millepiani è decisamente mutata appena toccati i temi dell’attuazione del Piano Regolatore, con la presenza di numerosi comitati locali, associazioni, cittadini, già molto attivi all’epoca della stesura del piano, che sono intervenuti a lungo per chiedere all’Assessore una forte discontinuità con i progetti e l’atteggiamento delle precedenti amministrazioni; Caudo si è trovato dunque nella scomoda posizione di ribadire come, a prescindere dalle diverse sensibilità, il PRG una volta approvato vada applicato, modulando gli interventi attraverso i diversi strumenti attuativi a disposizione (si ricorda il caso delle compensazioni relative al Parco di Tormarancia, all’epoca fortemente criticate dallo stesso Caudo, oltre che dalla cittadinanza). Anche la scelta di sottolineare come il percorso che porterà alle Carte dei Valori municipali e alla Conferenza Urbanistica non debba essere confuso con la progettazione partecipata non è decisamente piaciuto alla platea, che più volte, nel corso degli anni, è stata convocata in assemblee, comitati, riunioni senza che si avesse mai un reale riscontro nelle successive scelte dell’amministrazione comunale; tuttavia, bisogna ricordare come gli strumenti normativi attuali non consentano in nessun caso, oggi, una partecipazione popolare che sia realmente vincolante per l’azione degli organi decisionali.
Come più volte ricordato dell’Assessore nel corso della sua corposa presentazione, è necessario oggi occuparsi dell’esistente e guardare avanti: ci si auspica che si vada avanti davvero, questa volta, ripensando totalmente anche prassi e concezioni di sviluppo che i cittadini non sono più disposti a tollerare. Le scelte, in molti casi indifendibili, contenute nel PRG dovrebbero essere rivalutate e modificate ove possibile, in un’ottica di contenimento del consumo di suolo e di attenzione alle reali necessità sociali della collettività.
Per ulteriori informazioni sulla partecipazione ai tavoli di lavoro e per riascoltare gli interventi, www.urbanistica.comune.roma.it/conf-urb-municipio8/conf-mun8-apertura.html

