Violenti non si nasce. Gli strumenti di prevenzione e le azioni per arginare la violenza di genere
Un tema più che mai di attualità quello della violenza sulle donne, soprattutto negli ultimi anni, con le pagine della cronaca nera piene zeppe di nomi di donne uccise da mariti, compagni, padri o sconosciuti. Il 26 marzo, nella Sala delle Bandiere di via IV Novembre, si è svolto l’incontro “Violenti non si nasce. Gli strumenti di prevenzione e le azioni per arginare la violenza di genere” tenutosi nell’ambito dell’iniziativa “L’Europa è per le donne” dell’Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento Europeo, col patrocinio del Municipio XI. A presentarlo la Onlus Assolei Sportello Donna, con la presidente di Assolei Dalila Novelli, la presidente di Solidea Maria Grazia Passuello, con l’intervento dell’attrice Federica Festa e i contributi di un’orientatrice, Anna Debora Morabito, e di due counsellor, Barbara Felcini e Maria Isa Lo Masto.
Difficile rimanere indifferenti di fronte ai numeri con cui si aprono i lavori. Infatti la moderatrice dell’incontro Emiliana Alessandrucci, consulente esperta di politiche di genere, cita i dati dell’ultima ricerca Istat: sono 6,7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita; 7,1 milioni le donne che subiscono violenza psicologica; 2,7 milioni le donne vittime di stalking e 2,9 milioni le donne che subiscono violenza sessuale o fisica da ex o attuali partner. Maria Grazia Passuello continua dicendo non solo che l’Italia è al primo posto in Europa per il numero di violenze tra le mura domestiche, ma anche che dall’inizio del 2012 sono avvenuti 36 omicidi che hanno visto come vittime le donne e lo scorso anno oltre 200 sono morte per delitti che si è soliti definire “passionali”, ma che di passionale non hanno proprio nulla.
La Passuello racconta che presso gli sportelli e i centri d’ascolto di Solidea “arrivano donne dopo 10 – 15 anni che subiscono violenze”, e uno dei motivi che le spingono a reagire è la presenza dei figli. Maria Isa Lo Masto e Barbara Felcini, che oltre ad offrire la loro consulenza presso la sede di Assolei sita in via Benedetta 28, operano presso gli sportelli del Municipio XI, raccontano che si sono ritrovate a lavorare su casi in cui le donne, dopo aver subito la violenza dei compagni, dovevano sopportare anche quella dei figli. Queste donne quindi si rivolgono a strutture come Assolei e Solidea per salvarsi e salvare i propri figli.
“Violenti non si nasce” non si pone come unico obiettivo quello di denunciare questa situazione, ma vuole discutere del modo in cui fermare questo processo, dimostrando che, per l’appunto, la violenza non è insita nell’individuo, ma che grazie agli adeguati strumenti, essa può essere estirpata. “Nonostante siano ancora troppi gli uomini che rispondono con la violenza invece che con il confronto, e pur essendo assodato che sono ancora troppe le sentenze indulgenti nei confronti di chi è violento, dalla nostra esperienza possiamo dire che la chiave di volta è la cultura, che deve essere rivolta in maniera esaustiva ai giovani, offrendo loro programmi, occasioni di dialogo e confronto con questi temi”, spiega Dalila Novelli ad una platea tra cui spicca anche la scolaresca dell’Istituto Tecnico Statale per il Turismo Cristoforo Colombo di via Panisperna. A tal proposito è intervenuta Anna Debora Morabito: “Il cinema è il veicolo principale per trasmettere nelle scuole questi contenuti, in quanto le immagini hanno rilevante impatto emotivo sugli spettatori. E poi non dobbiamo dimenticare che le situazioni di violenza fanno perno sul silenzio non solo del consesso familiare, ma anche della società”.
E a proposito di società, la Novelli afferma che “la violenza non è un fatto privato tra aggressore e vittima, ma anzi, essendo la violenza sinonimo di annientamento, è la società tutta che deve porvi rimedio”. E se è vero che la chiave di volta è la cultura e che bisogna coinvolgere i giovani in queste tematiche, allora bisogna parlare anche del fenomeno del bullismo: “è un fenomeno secondo me sottovalutato, – afferma la Passuello – una recente ricerca dice che un ragazzo su tre è vittima del bullismo. Ciò è dovuto ad un malessere sociale e ad un disagio relazionale. I ragazzi hanno difficoltà a gestire le loro emozioni e la causa è da ricercarsi nella crisi del sistema educativo, ed è da lì, cioè da scuola e famiglia, che si deve partire per ristabilire l’equilibrio”.
A chiudere l’incontro è intervenuta l’attrice Federica Festa che, dopo aver raccontato la sua esperienza di donna presa a pugni dall’uomo con cui viveva una relazione, ha letto un brano tratto da “La donna che sbatteva nelle porte” di Roddy Doyle.
Per maggiori informazioni, questi sono i siti internet di riferimento di Assolei e Solidea:
http://www.assolei.it/index.php
http://www.solideadonne.it/index.html

