Resistenze

Pubblicato il 12 febbraio 2015 | da Silvia Talini

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Terzo incontro Doc(k)s: penalizzazione ed emergenze sociali

Oggi alle 16.30 presso lo spazio "Centofiori" in via Goito 35B, ultimo seminario del ciclo "Vagli a spiegare che è primavera": penalizzazione, strumenti normativi e loro applicazione

Si terrà oggi pomeriggio il terzo e ultimo incontro del ciclo di seminari sulle trasformazioni contemporanee degli apparati giuridici e polizieschi organizzato da Doc(k)s – cooperativa di produzione culturale indipendente – in vista di un convegno nazionale sulla repressione in primavera.

Attraverso un ragionamento analitico e progressivo, gli appuntamenti precedenti hanno cercato di fotografare l’attuale conformazione degli apparati repressivi, evidenziando contatti e relazioni tra politiche penali e movimenti. Legame che trova un saldo presupposto nella costante criminalizzazione dei fenomeni sociali: dalla recente condanna del Tribunale di Torino nei confronti del Movimento No Tav (più di 140 anni complessivi di carcere per 47 dei 53 attivisti imputati), alla ricerca quotidiana di un nemico pubblico attraverso l’identificazione di “classi pericolose” di cui migranti e rom rappresentano solo l’esempio più lampante.

Si è così passati, secondo quanto dichiarato da Italo Di Sabato – responsabile nazionale dell’Osservatorio sulla Repressione – dalla fase della disciplina alla fase del controllo e della carcerazione sociale, in cui la ricerca di una mediazione con le parti cede il passo a una gestione violenta dell’ordine pubblico e alla spettacolarizzazione del conflitto.  Il potere politico risulta svuotato da qualsiasi connotazione di “rappresentanza” sociale, lontano dall’idea di un diritto penale minimo e da forme di supporto alle classi emarginate. Questa deriva autoritaria, ha chiarito il sociologo Salvatore Palidda in occasione del secondo incontro, trova nell’apparato poliziesco – e nel generale consenso dell’opinione pubblica – un imprescindibile strumento di azione: “le forze dell’ordine si sentono libere di agire con forme violente, convinte di contrastare un’illegittima accentuazione delle asimmetrie di potere e coperte da una generale impunità nei confronti del loro operato”.

Con queste premesse si apre l’incontro conclusivo di oggi pomeriggio dedicato alla pratica della penalizzazione: Giovanni Torrente, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Torino e Patrizio Gonnella, Presidente dell’Associazione Antigone, interverranno sul tema dell’uso politico della legislazione penale. Un uso distorto che, soprattutto negli ultimi anni, è stato utilizzato  come unica risposta repressiva alle richieste di giustizia sociale che provengono dai movimenti e dalle classi marginalizzate.

 

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