Resistenze

Pubblicato il 4 maggio 2012 | da Enrico Giordano

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Svendita Acea: il Municipio XI si mobilita

Attesa la manifestazione di domani

 “Questa svendita è una follia”.  Queste le parole di Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI, al sit in che si è tenuto ieri contro la svendita delle quote Acea.

 La manifestazione è iniziata alle 10:30 a piazzale Ostiense, sotto la sede principale della società. I presidenti dei Municipi di centrosinistra hanno sfilato con le fasce giallorosse ribadendo il loro “no” alla cessione a privati delle quote Acea, che di fatto privatizzerà il servizio idrico della Capitale. Forte è il richiamo al referendum dello scorso giugno, che meno di un anno fa sanciva la volontà popolare: l’acqua è un bene comune.

 La vendita del 21% delle quote Acea avviene inoltre in un momento in cui il loro valore ha toccato il fondo. “A nessun imprenditore accorto – afferma Giammarco Palmieri, Presidente del Municipio VI – verrebbe in mente di vendere le azioni di un’azienda quando hanno la quotazione minima”.

 Una protesta parallela veniva intanto messa in atto da un centinaio di attivisti dei movimenti per l’acqua, fra cui Andrea Alzetta di Roma in Action. Gli attivisti si sono arrampicati con striscioni in cima alla scalinata in Piazza del Campidoglio, a presidiare quel posto che più volte gli è stato negato per manifestazioni di questo tipo.

 Andrea Catarci fa inoltre sapere che il proprio Municipio “ha aderito formalmente con un atto della Giunta locale alla manifestazione Roma non si vende”, prevista per domani. Nella stessa nota, pubblicata oggi, afferma esplicitamente: “Che Alemanno e il centro destra, per motivare l’ingiustificabile privatizzazione di ACEA, arrivino a dire che dopo tale operazione i costi per la cittadinanza si ridurranno, sa di cialtronesca beffa: perché non è vero e perché in parte proprio lui, Sindaco di quella Roma Capitale che è azionista di maggioranza delle due società ACEA, avrebbe già dovuto ridurre le tariffe!”

 Alla manifestazione di domani (partenza ore 15 a piazza Vittorio), inizialmente vietata, prenderanno parte tutte le persone e tutti i movimenti che si battono per difendere l’esito referendario, e per tutelare l’acqua come bene comune.




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