Quale futuro per il teatro Palladium?
Dopo l'esclusione della Fondazione RomaEuropa dalla competente gestione nel teatro della Garbatella e il passaggio alla nuova direzione dell'Università Roma Tre le polemiche non si placano
A distanza di un mese dalle prime polemiche che esiliavano la Fondazione RomaEuropa dalla programmazione del Palladium, la realtà della vicenda è ora evidente. Il 12 febbraio l’Università Roma Tre ha ripreso totalmente, dopo dieci anni di gestione da parte della Fondazione, le redini e la proprietà del teatro.
Un progetto artistico quello della Fondazione che dal 2003 ha riscosso un incontestabile successo di critica e pubblico, portando nel cuore della Garbatella il meglio della scena nazionale e internazionale dello spettacolo dal vivo. Hanno varcato l’entrata del Palladium artisti come Peter Brook, Massimiliano Civica, Enzo Cosimi, Fabrizio Arcuri, Marlene Kuntz, Alessandro Baricco e tanti altri concludendo in bellezza con Emma Dante e Peter Stein per un totale di 25 repliche e un’affluenza di 9.311 persone solamente per questi due ultimi spettacoli. Ma non si parla solo di grandi nomi, perché la Fondazione attraverso festival come Teatri di Vetro ha promosso anche giovani talenti italiani. In totale per il 2013 il bilancio della Fondazione è di 3,5 milioni di cui un 45% di ricavi propri e un 21% di contributi del Comune.
Insomma sulla ventata di novità culturale che RomaEuropa, grazie ad un occhio privilegiato sul contemporaneo, ha portato a Roma e all’VIII Municipio è difficile non essere d’accordo. Nonostante ciò i tagli comunali si sono abbattuti sui finanziamenti della Fondazione portando quest’ultima a dover rinunciare alla gestione del Palladium.
L’Università torna quindi ad occuparsi delle attività all’interno del teatro, tenendo le porte chiuse alla Fondazione RomaEuropa. Tante le domande che alla conferenza indetta il 7 febbraio per giornalisti, spettatori, sostenitori e amici sono state rivolte virtualmente all’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma. Una su tutte: perché? Perché viene penalizzata una delle realtà più remunerative, prestigiose ed innovative del panorama italiano? Ma soprattutto, come spiegano Monique Veaute e Fabrizio Grifasi, presidente e direttore della Fondazione, è incomprensibile la poca chiarezza con cui si è svolto il processo di estromissione di RomaEuropa dagli accordi tra Assessorato alla Cultura di Roma e Università Roma Tre. Estromissione coronata da una risposta arrivata solo attraverso la stampa che comunicava che «per il Palladium esisteva una nuova idea e noi non eravamo coinvolti e neppure citati».
A questo punto la domanda successiva è quale sia la politica culturale della città. Un progetto che, agli occhi degli addetti ai lavori e degli artisti, sembra non esserci. Nella polemica è intervenuto anche Bartolomeo Pietromarchi del Macro, il museo d’arte contemporanea impossibilitato a programmare a causa di un’impasse che da nove mesi sta generando solo immobilismo e confusione. Il caso culturale non riguarda, quindi, solo la Fondazione e il teatro Palladium, ma altre importanti Associazioni private che vedono il loro lavoro messo in discussione da un Assessorato alla cultura giudicato incompetente.
Il teatro della Garbatella ritorna quindi nelle mani dell’Università Roma Tre, sotto la guida del Rettore Mario Panizza. Il timore è quello di una provincializzazione, finora scongiurata dalle capacità e competenze artistiche dei lavoratori della Fondazione. Il cavallo di battaglia dell’Università per ora è la formazione. Una formazione in linea con gli scopi didattici di alcuni corsi di laurea. Così cita un comunicato stampa del 12 febbraio: «La disponibilità, anche a fini didattici, di uno strumento come il teatro Palladium vuole garantire agli studenti di Roma Tre il conseguimento di specifiche competenze professionali irraggiungibili in altri contesti universitari». Le competenze di cui si parla sono quelle dei mestieri del teatro, che verrebbero sicuramente arricchite da uno spazio polifunzionale come il Palladium. L’università si impegna anche a proporre spettacoli di qualità «Questa prospettiva intende rafforzare l’impegno sociale e culturale di Roma Tre».
Con la speranza che il teatro sia spinto nella mani di persone competenti, viene spontaneo chiedersi se non ci siano già abbastanza corsi di formazione per un settore, quello dello spettacolo dal vivo, in crisi come appunto i tagli suddetti evidenziano. Per cui, forse, più che di formazione bisognerebbe promuovere una sensibilizzazione al teatro e alla cultura in generale. Una cultura in grado di sviluppare spettatori critici e appassionati. Fino ad ora il Palladium, insieme alla Fondazione, c’era riuscito: ora tutti gli addetti ai lavori e i cittadini siedono su quelle poltrone in attesa che il palco del Palladium si illumini di una nuova luce. Staremo a vedere.
@BellDaria

