Resistenze

Pubblicato il 5 dicembre 2012 | da Nicolo Spaziante

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Primarie, nel municipio XI un ” profumo di sinistra”

Al primo turno ottimo risultato di Vendola. Al secondo turno Bersani sfiora l'80% alla Garbatella

Un lunedì mattina tranquillo, quello che deve aver passato il segretario del PD Pierluigi Bersani dopo qualche notte insonne a tentare di digerire un boccone più pesante del previsto. Il piatto di lampredotto fiorentino che ha quasi ingolfato il carrozzone del centro-sinistra ha nome, cognome e soprannome: Matteuccio Renzi, aria pieraccionesca da bischerello, al secolo il Rottamatore.

Alla fine di una settimana incandescente, comunque, a festeggiare sono i bookmaker, non bisognava essere Cassandra per predire la vittoria del segretario PD.

Il primo turno aveva già per lo più tirato le somme della corsa alla leadership, con il giovane sindaco di Firenze che globalmente cede all’anziano segretario quasi dieci lunghezze di distacco.

Il gap non è però omogeneo su tutto il territorio nazionale, con più d’una sorpresa annidata tra i dati locali. Renzi si attesta saldamente in centro Italia: nella rossa Toscana, oltre che in Umbria e nelle Marche, vince a mani basse. In tutto il nord poi fissa l’asticella un paio di punti sopra la media nazionale, rosicchiando il vantaggio di Bersani fino a ridurlo a un risicato 3% in Piemonte.

Viceversa, il segretario democratico va col vento in poppa in tutto il mezzogiorno, con l’ovvia eccezione della Puglia dove il padrone di casa è Nichi Vendola. Su tutte, Sicilia, Sardegna e Calabria le quali sarebbero state già pronte a nominare leader Bersani, che ha ovunque superato la metà delle preferenze.

Medaglia di bronzo, Nichi Vendola, magari un po’ deluso a causa della neanche troppo celata ambizione di giocarsi lui la finalissima con il segretario; la prestazione di SeL non è stata comunque da buttar via: secondi in Puglia a un incollatura da Bersani, oltre il 20% in Lazio, Molise e Sardegna.

Anche a Roma i consensi per Vendola hanno superato la media nazionale di ben otto punti attestandosi a quota 23%, e dopo il suo endorsement pro Bersani, il secondo turno è stato poco più che una formalità. Il segretario PD era infatti già al 47% nella capitale, mentre Renzi non superava che di poco il 23%.

In città, il municipio undicesimo è una delle roccaforti del partito di Vendola e a tirare la volata in testa al gruppo è la Garbatella.

Al primo turno nell’XI Municipio Vendola si attestava al 25%, secondo piazzato in quasi tutti i seggi, con l’eccezione dei Granai dove al suo posto c’era Renzi; a Garbatella il risultato, come dicevamo, ancora più netto era quasi un clamoroso 32%, e il margine rosicchiato in egual misura agli altri due maggiori contendenti. Il segretario in carica si avvicinava alla metà dei voti nel territorio del municipio, mentre Renzi doveva accontentarsi di un magro 22%, che scende a poco più del 18% prendendo in esame la sola Garbatella.

Nessuna sorpresa quindi se al secondo turno la vittoria abbia incoronato Bersani, che raggiunge il risultato bulgaro del 73%; Renzi aumenta seppur di poco il totale dei voti, portandosi al 26%, segno che non tutto il popolo di SeL ha seguito il leader nell’indicazione di voto. Anche al secondo turno, la vittoria di Bersani è ancor più netta alla Garbatella, dove ci si avvicina all’80%, e meno larga in area Roma 70, dove il distacco con Renzi si riduce a meno di 40 punti.

In calo anche i votanti, che passano da poco più di 11.000 a 9.800, con un calo di poco superiore al 10%.

Per Vendola, Roma è stata dunque piazza di successo, il municipio XI uno dei più popolati dei suoi sostenitori, concentrati in gran numero alla Garbatella: dopo la Puglia, siamo di fronte a un nuovo epicentro del Vendolismo, stavolta meno lontano dai Palazzi?




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