Precari, in 150 diffidano il Comune
Catarci: “Si trovi una soluzione immediata alla loro richiesta di stabilità”
Sono più di 150 i precari che lavorano nell’Amministrazione capitolina e che l’hanno diffidata.
Questi ne garantiscono l’erogazione di servizi essenziali, ma hanno un contratto a tempo determinato da più di quattro anni. Si tratta di 87 assistenti sociali, 12 psicologi e oltre 50 tra geometri e architetti. “Ascoltando le loro ragioni – sostiene il presidente del Municipio XI Andrea Catarci -, in particolare sul fatto che tali contratti a termine sono del tutto al di fuori delle regole previste dalle normative vigenti, risalta l’anomalia che a Roma Capitale, unico caso nelle pubbliche amministrazioni d’Italia, durano complessivamente ben 6 anni. Il tutto contrasta apertamente con la normativa sul lavoro a tempo determinato che prevede la durata massima e complessiva dei contratti in tre anni”.
La normativa inoltre prevede che “se il rapporto di lavoro prosegue dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione complessiva pari al 20% fino al decimo giorno successivo alla scadenza, e pari al 40% per ogni giorno ulteriore. La legge fissa anche un termine massimo per la prosecuzione oltre la scadenza, termine pari a 20 giorni, se il contratto a termine aveva una durata inferiore a 6 mesi, e a 30 giorni negli altri casi. Se il rapporto di lavoro prosegue oltre i suddetti termini, il contratto deve essere considerato a tempo indeterminato a partire dalla scadenza dei termini” (fonte http://www.agenzialavoro.tn.it/lavoratori/norme/contratti/tempo_determinato ).
Catarci conclude affermando che “al fine di evitare la presentazione di centinaia e centinaia di ricorsi presso il tribunale del lavoro, si trovi una soluzione immediata alla loro richiesta di stabilità che ponga fine alla lunga stagione di precariato all’interno del Comune di Roma”.
È passata appena una settimana dagli scontri del 15 ottobre e sono stati spesi fiumi d’inchiostro sulle violenze che l’hanno segnata, ma le motivazioni per cui centinaia di migliaia di manifestanti si sono mossi da tutta Italia per incontrarsi a Roma sono sempre in piedi, e ci toccano da vicino. In Italia sono 4 milioni i precari, e questo, insieme al fatto che le normative che regolano il contratto a termine non vengono rispettate, deve far riflettere ancora.

