Nel cielo del quartiere Ostiense per difendere il posto di lavoro
Quattro operai della Conus SPA si sono arrampicati sul gazometro di via Ostiense. Abbiamo raggiunto al telefono Massimo Sestito, RSU CGIL, sospeso a 50 m da terra dalle prime ore del mattino
(04-04-2011)
Un gesto estremo per tentare di ricucire un futuro strappato. La propria incolumità messa a repentaglio per il bene di molti. Quattro lavoratori della Conus Spa, azienda che si occupa della lettura dei contatori del gas, si sono arrampicati, questa mattina, sul gazometro di via Ostiense per opporsi ad un licenziamento annunciato. La Snam, società che si occupa della distribuzione del gas nel nostro paese, ha bandito, infatti, una gara di appalto che non prende in considerazione le loro posizioni lavorative. “La nostra impresa – ha spiegato Massimo Sestito, RSU di Cgil – è stata creata nel 2001 da una cessione di un ramo d’azienda dell’Eni. Il suo compito è quello di gestire la lettura dei contatori a Roma e, poi, in Italia. All’inizio eravamo 120 lavoratori, ex impiegati Italgas, mentre oggi siamo 250 a livello nazionale più 190 che operano nell’indotto, ossia dipendenti delle società satellite che lavorano per Conus”. Per difendere i diritti dei suoi colleghi, Massimo Sestito, insieme ad altri tre operai, ha deciso di trascorrere i prossimi giorni sospeso a 50 metri dal suolo, sul secondo anello del cilindro d’acciaio che incombe sul quartiere Ostiense. “Durante i cinque anni di durata del vecchio appalto – ha sottolineato Massimo Sestito – la Conus non ha diversificato le sue attività. Si è limitata a svolgere le mansioni indicate nell’appalto, mediante la manodopera ereditata dall’Eni, con l’aggiunta delle nuove assunzioni. Nel frattempo, nel 2009, la Snam è diventata la nuova società che si occupa della distribuzione del Gas e, quindi, anche delle letture dei contatori. La Snam ha bandito una nuova gara d’appalto per il servizio di lettura dei contatori che, di fatto, taglia fuori Conus Spa in quanto non tiene conto del nostro contratto di riferimento. Quindi dal 31 giugno saremo tutti senza lavoro”.
Dietro questo scenario intricato si nasconderebbe, in realtà, un regista occulto che tiene in mano i fili a cui sono appesi i destini di circa 400 lavoratori. Si tratta della partecipata statale Eni Spa, che da più di 50 anni detta le regole del mercato energetico italiano. L’azienda Italgas era, infatti, una longa manus dell’Eni. Nel 2009 Eni ha deciso di cedere il 100% di Italgas e di Stoccaggi Gas Italia (Stogit) alla neo costituita Snam, di cui ha acquistato il 50,3% del capitale. Nel frattempo Conus Spa è stata scorporata da Italgas, quindi da Eni, per occuparsi del servizio di lettura dei contatori, ora affidato al controllo di Snam. In poche parole Eni si starebbe liberando di 400 lavoratori che lei stessa aveva destinato ad un servizio utile per la collettività. “Abbiamo fatto un sit in di una settimana davanti la sede dell’Eni – ha dichiarato Massimo Sestito – che ha scaricato le responsabilità sulla Snam. Anche quest’ultima,però , non ci ha voluto ascoltare. Noi chiediamo che venga sospesa la gara d’appalto, venga inserita una clausola di salvaguardia occupazionale e sia prevista la mobilità per i lavoratori”.
Come al solito le risposte della politica sono arrivate in ritardo. Questa mattina il consiglio comunale capitolino ha votato all’unanimità una mozione, presentata dal consigliere del Pd Massimiliano Valeriani, che impegna il Sindaco Gianni Alemanno e l’Amministrazione comunale ad intercedere presso il Ministero delle Attività Produttive affinché venga ritirato e riscritto il bando. Anche alla Regione Lazio i consiglieri Tonino D’Annibale e Enzo Foschi (PD) hanno presentato un’interrogazione alla Presidente Polverini . “Ciò che è stato fatto fin ora dalle istituzioni non ci basta – ha commentato seccamente Massimo Sestito – non ci muoveremo da qui fino a quando non avremo un pezzo di carta, firmato dalle parti in causa, che accolga le nostre richieste”.

