Resistenze

Pubblicato il 4 gennaio 2013 | da Fabio Ferrari

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La vittoria di Margaret Thatcher sullo Stato sociale 30 anni dopo

Quale è la vera causa dello smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, che nel Municipio XI vede sotto scacco una struttura come il CTO?

Le politiche di austerity e i conseguenti tagli al Welfare sono davvero misure contingenti dovute all’attuale crisi del debito pubblico? Le recenti rivelazioni del quotidiano britannico The Guardian dimostrerebbero l’esatto contrario. L’attacco allo Stato sociale ha un retroterra ideologico lontano, i cui effetti si dispiegano oggi in tutto il Vecchio Continente. Una sottile linea rossa che percorre anche i nostri territori.

Di seguito Core propone l’articolo di Angeles Martinez Castells per Attac España.

Margaret Thatcher e il suo cancelliere Sir Geoffrey Howe furono nel 1982 i fautori di un piano politico tossico per smantellare lo stato sociale. Lo ha rivelato alcuni giorni fa il quotidiano britannico The Guardian che, grazie ad una legge sulla “trasparenza” che obbliga il governo a pubblicare 30 anni dopo la loro scrittura i documenti ufficiali, ha svelato in prima pagina le radici ideologiche e la matrice neoliberista degli attacchi al lavoro salariato, ai servizi pubblici, ai cittadini e ai diritti umani.

L’argomento è così importante che The Guardian, giocando con la storia, gli ha dedicato l’editoriale del primo gennaio. Il quotidiano riporta brani dei documenti decriptati: “sono tempi difficili. La crescita economica è stagnante. I costi dei servizi pubblici sono esagerati e non vi sono margini per una loro diminuzione finchè diminuiscono le entrate del paese. (…) Conclusione: il paese non può più permettersi uno Stato sociale”. Queste parole, che ci sembrano così attuali ( e così esportabili nell’agenda politica del Partido Popular Spagnolo e del “tecnico” Monti) furono formulate nel 1982. Tuttavia, spiegano perfettamente (perchè seguono il copione alla lettera) le rapine di Ignacio González, Mariano Rajoy o Artur Mas (oggi rispettivamente presidente del governo regionale di Madrid, primo ministro spagnolo e presidente della Catalogna), nonchè le loro ripetute giustificazioni (non per questo meno bugiarde e striscianti). Per esempio, il documento base del gabinetto Tatcher assicurava che l’assistenza sociale doveva inquadrarsi in un contesto di ”efficienza ed economia e sempre in un’ottica di prezzo e mai di valore”. Suona familiare, vero?

Questo è il documento fondativo della spoliazione progettata nel 1982, nelle cui conclusioni si contempla la distruzione dello Stato sociale e in special modo del Servizio Sanitario Nazionale. Trenta anni fa, per fortuna, o per mancanza di abilità della Tatcher, la quale aveva troppi fronti aperti e poco tatto, nel suo governo di coalizione si scatenò un vero e proprio ammutinamento.

Tuttavia, un programma politico di tale fattura si cuoce a fuoco lento, in un processo organico que si deve alimentare di precedenti sottostrutture..fino a che torna a germogliare la volontà di privatizzare. Ciò non vuol certo dire che la distruzione delle conquiste sociali sia inevitabile, nè inesorabile, come sempre, dipende da noi. Alcuni attuali protagonisti del lato oscuro, dello smantellamento del sistema, potrebbero argomentare, secondo il quotidiano inglese, che il dibattito inziò in anticipo rispetto alle riforme. Se ora quel pensiero trionfa, ciò è dovuto, in parte, anche al fatto che la socialdemocrazia comprò il nuovo modello mascherandolo come “riforme”, adducendone le ragioni ad una mera questione di efficenza, pur di non dover dichiarare quale fosse la matrice ideologica dei “tagli”. Va tuttavia rilevato che, se si presenta l’idea (o le politiche) di stato sociale come una questione appartenente essenzialmente all’attività economica, si mutila gravemente la sua ambizione morale..e la dignità che ci conferisce come cittadinanza.

The Guardian ci ricorda che, nelle sue memorie, la Tatcher ha affermato che le proposte contro lo Stato sociale non furono mai considerate seriamente ne da lei stessa ne da parte del suo Gabinetto. Tuttavia l’unica sicurezza sembrerebbe riguardare il fatto che sia la Tatcher che Howe finanziarono i lavori dell’ormai estinto thinktank CPRS per elaborare il report ed arrivare a opzioni radicalmente traumatiche a lunga scadenza..opzioni che continuarono a difendere anche dopo che il Gabinetto si ribellò. Lo scandalo fu tale che ciò che venne poco dopo filtrato alla stampa fu solo una versione addolcita del documento originale, che anche in questa forma provocò un terremoto tale da costringere la Tatcher a dare smentit su un piano segreto per smantellare il SSN con lo Stato sociale creato nel dopoguerra. Un mantra ripetuto, nelle dichiarazioni ufficiali di ogni paese, da tutti i politici che di fatto distrussero le conquiste sociali, quando invece controllano un thinktank che fornisce loro le munizioni ideologiche pagando ad alto prezzo la forza neuronale (a volte abbastanza deficente) degli intellettuali del sistema.

Detto questo, anche la versione pubblicata non era tanto innocua: proponeva l’introduzione di buoni educativi (mettendo fine al finanziamento statale dell’educazione superiore), il congelamento degli aiuti allo Stato sociale e la trasformazione del servizio sanitario in un sistema assicurativo. (continua a sembrarvi molto simile in versione spagnola o catalana?)

Racconta The Guardian che la versione originale del documento era abbastanza più dirompente. La proposta originaria era privatizzare completamente il servizio pubblico sanitario – cosa che significherebbe, di fatto, mettere fine all’accesso per la maggioranza della popolazione ad un servizio sanitario degno e di qualità. Per quelli del CPRS, la maggioranza dei servizi medici dovevano essere di proprietà privata, e coloro che necessitano di cure dovevano pagare per ottenerle. Per tutti gli altri, lo Stato avrebbe potuto pagare il trattamento medico, cercando comunque un modo per essere rimborsato. Unica eccezione, le persone con “incapacità mentale e gli anziani, che chiaramente non potrebbero permettersi il lusso di pagare”.

E per dimostrare che le casualità non esistono va detto che uno degli “esperti” che lavorò al report del CPRS è Gordon Wasserman, attualmente consigliere di David Cameron su criminalità e polizia. Questo personaggio, durante il suo incarico di ricerca su politiche di gestione del personale pubblico, tra il 1981-83, propose il taglio del 25% del corpo docente nelle scuole pubbliche. Succede che, come direbbe lo scorpione, ce l’hanno per natura. E si aggrappano alla loro ideologia con una forza pari solo a quella dei loro patrocinatori, anche’essi attaccati alle prebende che dalle privatizzazioni ottengono: come bulldogs infuriati, mollano la presa solo per mordere la mano (e restringere i diritti) di quelli che pagano le tasse, ovvero di chi davvero li alimenta.

Fino a quando?

 


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