Il fronte comune degli inquilini Enasarco
Cittadini, sindacato Asia-rdb e Municipio XI uniti nella protesta
Si è svolta ieri nella sala consiliare del Municipio XI un’ assemblea pubblica, convocata dal sindacato ASIA-RDB, per discutere sugli ultimi sviluppi della vicenda che riguarda l’ente Enasarco. In particolare l’attenzione è stata posta sulle 15000 dismissioni degli immobili e, parallelamente, sui vertiginosi aumenti dei canoni di locazione, fino al 300%, che hanno colpito i condomini. Il punto della situazione è stato affidato ad Angelo Fascetti, dirigente del coordinamento nazionale ASIA-RDB, che ha illustrato ai cittadini presenti i passaggi fondamentali della vertenza. Dall’assemblea è emerso un obiettivo chiaro, “creare un fronte unito tra tutti gli inquilini che non vogliono subire il prezzo di mercato” per quanto riguarda i costi di affitto e di vendita. In ballo c’è, infatti, l’apertura, promessa sia dal Ministro Sacconi che dal Ministro Matteoli, di un tavolo di discussione in cui siano presenti le parti sociali. “Il rifiuto del pagamento del prezzo di mercato – ha spiegato il dirigente sindacale, deriva da una duplice riflessione. In primis tale valore è derivato dalla media dei prezzi delle case in zona, senza la minima valutazione delle condizioni specifiche degli edifici, spesso non ottimali. In secondo luogo – ha aggiunto – il valore dell’abitazione è stato già ampiamente ripagato da chi ha corrisposto il canone di locazione per più di quarant’anni ”. Infine è stato sottolineato che alla base della dismissione degli immobili da parte dell’ente c’è un buco di “780 milioni di euro derivanti da tentativi falliti di speculazioni finanziarie”. Durante il dibattito è intervenuto anche il Presidente del Municipio XI Andrea Catarci, che ha puntato i riflettori anche sulla realtà cittadina e nazionale. “Se è vero che a Roma c’è un’emergenza abitativa, e se è comprovato che ogni dismissione pubblica ha peggiorato tale emergenza, ci si dovrebbe semplicemente fermare. Chi acquista deve farlo ad un prezzo equo – ha ribadito il presidente – tenendo conto della situazione reale dell’immobile e della sua storia, ossia se è stato costruiti con fondi pubblici e, quindi, se è stato già pagato già dalla cittadinanza”. Secco è stato il commento sulla situazione italiana. “Le proprietà immobiliari di enti pubblici non sono solo a Roma, anche se vi si concentrano per il 70%; servirebbe quindi una legge nazionale, ora e subito”. Il Presidente del Municipio ha infine offerto la sua “disponibilità e del municipio tutto a lavorare ed essere parte attiva per la risoluzione della questione”.

