I Soliti Noti nel Casale di Grotta Perfetta
Il dossier “I finanziamenti nel settore delle Tossicodipendenze” svela i retroscena del come Asi Ciao e Acli Provinciali di Roma hanno beneficiato di ingenti fondi comunali e dell’assegnazione del Casaletto
Il Casale di via Grotta Perfetta n. 610 torna nella bufera e questa volta il tornado è di portata cittadina. Pesano infatti i riferimenti agli attuali occupanti del Casaletto, Asi Ciao e Acli Provinciali di Roma, evidenziati nel dossier relativo ai finanziamenti del Comune di Roma nel settore delle tossicodipendenze.
Presentato lo scorso 27 marzo al Senato dal CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza – il dossier “I finanziamenti nel settore delle Tossicodipendenze” chiama in causa l’ Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze (Act), emanazione del Comune, denunciando una poco trasparente gestione dei nuovi bandi di assegnazione dei servizi, attribuiti tutti a favore di associazioni gradite al campidoglio ma carenti di competenze nella cura dei tossicodipendenti.
E tra le associazioni in cordata con i big della giunta comunale, indicate nel dossier, vi sono proprio Asi Ciao e le Acli Provinciali di Roma. Assegnatarie provvisorie del Casaletto, queste ultime vengono nel dossier accusate di non avere esperienza in un settore delicato come quello dei servizi di cura delle persone tossicodipendenti.
Il dossier –
Sono diversi i punti oscuri affrontati nel documento, a partire dalle nuove associazioni che hanno vinto il bando. Secondo il Cnca, infatti, l’assegnazione dei progetti sarebbe l’ultima fase di una vera e propria epurazione nei confronti di cooperative e associazioni ‘non allineate’ alla giunta comunale. Un’operazione cominciata con la nomina di Massimo Canu, ex presidente dell’associazione Modavi Lazio, una delle nuove vincitrici del bando, a presidente dell’Act nel 2009.
Proprio il Modavi viene indicato come fucina di personalità importanti della destra capitolina: “tra i fondatori troviamo proprio il sindaco di Roma Gianni Alemanno e come sponsor principali Fabio Rampelli e Giorgia Meloni. Canu è stato presidente del Modavi Lazio e, almeno fino al marzo 2011 (quando aveva già un incarico nell’Act e decideva sull’affidamento di servizi), presidente del Modavi Olbia, di cui è ora responsabile la sorella Sara”. Ma non solo. “Dal Modavi – si legge ancora – è venuto il capo dipartimento dell’ex ministro dei Giovani, Andrea Sergio Fantoma, sorella dell’onorevole Rampelli, anche lei impiegata presso il ministero guidato dalla Meloni e nominata il 3 marzo scorso componente del comitato scientifico dell’associazione, e pure la moglie di Canu, Maria Teresa Bellucci, dapprima braccio destro di Laura Marsilio, assessore capitolino alla Famiglia e ai Giovani e sorella del deputato Pdl Marco Marsilio (legato a Meloni e Rampelli), poi rimasta dirigente presso lo stesso assessorato quando Gianluigi De Palo ha preso il posto della Marsilio. A questo assessorato fa capo la delega per le tossicodipendenze e l’Act”.
Il dossier del Cnca contesta inoltre la diminuzione dei servizi per le persone tossicodipendenti a fronte di un aumento degli stanziamenti, quest’anno pari a circa 4,5 milioni di euro.
Un’apparente contraddizione spiegata dall’attenta analisi sulla destinazione dei fondi: i servizi sono diminuiti e le risorse sono state stornate a favore di “progetti per la prevenzione generici e aspecifici, che saranno gestiti da quasi tutti soggetti che hanno scarsissima o nulla esperienza nel campo delle tossicodipendenze”, trasformando una cosa seria come la prevenzione in un “cavallo di troia per foraggiare soggetti amici”.
E nella scacchiera delle associazioni ‘allineate’ disegnata nel dossier, Acli e Asi Ciao non sembrano certo essere due semplici pedoni.
Acli Roma, definita “new entry nel campo delle tossicodipendenze”, spicca il volo con la nomina di De Palo, suo presidente, ad assessore alle Politiche alla Famiglia (14 gennaio 2011) con, fra le altre cose, il compito di vigilare sull’Act. Il 2 febbraio tale attività, esternalizzata alle associazioni, viene aggiudicata in via definitiva all’accoppiata Modavi-Acli, con commissione di valutazione nominata da Massimo Canu.
Asi Ciao – acronimo di Alleanza Sociale Italiana Coordinamento imprese Sociali, Associazioni, Organizzazioni non profit – è un ente nazionale riconosciuto dal 2006. Il dossier è netto nel dire che “non si occupa di tossicodipendenze” ma “promuove iniziative culturali”. Inoltre “nasce dalle fila di ex esponenti di Alleanza Nazionale e ha ricevuto dall’assessore Marsilio 45.000 euro per organizzare la festa di carnevale in tre municipi. In un altro bando (quello sulla sicurezza stradale bandito dall’ex ministro Meloni) si è aggiudicata 265.000 euro, sollevando diverse polemiche per l’esclusione di enti notevolmente più accreditati.”
Associazioni belle, date le ‘ottime amicizie’ e i 76.500 euro che l’Act ha loro destinato per un progetto relativo allo sviluppo di una non meglio specificata “comunità giovanile” all’interno del casale, ma che in XI Municipio non ballano, in quanto prive di aderenza con le necessità di un territorio dove invece l’associazionismo di base è fortemente radicato tra i cittadini che lo abitano.

