Resistenze

Pubblicato il 16 novembre 2011 | da Lorenzo Baldarelli

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Happy birthday web: «Rete aperta, pubblica e libera»

Il futuro della partecipazione è in internet, serve però più trasparenza da parte delle istituzioni e una maggiore diffusione del Wi-Fi

Sala gremita, luce e teste basse, bagliori azzurrognoli illuminano i volti dei partecipanti dell’Happy birthday Web. Tablet, portatili e smartphone ricercano convulsamente una rete Wi-Fi che sinceramente non è all’altezza di un evento che vuole celebrare Internet.

Siamo ospiti dalla Camera di commercio di Roma, nella splendida sala del teatro Adriano, e tra gli organizzatori e promotori c’è anche il Tecnopolo di Roma con il suo presidente Andrea Mondello.

Dopo aver divulgato l’indirizzo Twitter per commentare la conferenza, Riccardo Luna – ex direttore di Wired e curatore della manifestazione – parte con la presentazione: «Siamo qui per omaggiare un grande uomo, Tim Berners Lee che non ha solo inventato il Web, lo ha soprattutto sempre difeso».

Una lunga giornata d’interventi e workshop, ecco un breve report[1]:

Apocalypse Web (Maurizio Ferraris)

«Il web ha tolto il velo», qualche anno fa si era preannunciata la fine della scrittura, oggi «in rete si scrive in ogni modo, c’è stata una vera esplosione della registrazione. A differenza del passato possiamo scrivere e memorizzare ogni nostro pensiero, per sempre». Così Maurizio Ferraris, «uno dei massimi interpreti italiani del pensiero di Derrida e sviluppatore della teoria della documentalità», riassume una riflessione lunga e complessa. Per saperne di più è possibile leggere il suo recente saggio Anima e iPad (Guanda, 2011).

C’era una volta il web (Stefano Quintarelli e Marco Zamperini)

Il direttore dell’area digitale del Gruppo 24 Ore, Quintarelli, e il «blogger e gentiluomo» Zamperini hanno ricordato la breve storia del web, partendo da immagini e da ricordi personali. Hanno mostrato una lista con tutti gli indirizzi mail presenti in Italia agli inizia degli anni ’90. Questo elenco occupava una sola pagina di testo.

We want web (Marco Rossi)

«Questa è una guerra, una guerra di idee, noi la vinceremo perché siamo curiosi». Marco Rossi, studente e manager, si scaglia contro l’immobilismo della politica e delle istituzioni. A dare forza alle sue parole c’è la sua storia: «Nel 2004 ha lanciato Oilproject, la prima comunità che grazie a docenti volontari organizza lezioni gratuite online sulle materie più disparate. È country manager per l’Italia di Tripwolf.com. Ha collaborato con Nova24 Sole24Ore, con Liquida e con alcuni think-tank politici».

Perché Google non è nato qui (Massimo Marchiori)

Marchiori, ha sviluppato il motore di ricerca Hyper Search e ha ispirato l’algoritmo PageRank, «nel 2004 ha vinto il premio che Technology Review attribuisce ai 100 giovani ricercatori più innovatori al mondo. Insegna all’Università degli Studi di Padova». E questo ultimo punto è il più interessante, Marchiori ha infatti scelto di rimanere in Italia «per poter indirizzare le menti degli studenti, magari così un giorno il prossimo inventore del futuro Google sarà italiano».

Web is life (Tim Berners Lee)

Sinceramente, opinione mia, l’inventore del World Wide Web, direttore del W3C e fondatore di Webfoundation.com e creatore del motto: «Let the web serve humanity», mi ha un po’ deluso. Intervento vago e privo di mordente politico (di certo non richiesto ad un fisico), ma la cosa peggiore è stato il suo rifiuto di trasmettere e pubblicare il suo intervento sulla rete (http://trasparente.wordpress.com/2011/11/14/tanti-auguri-web-t-berners-lee-ma-non-ditelo-troppo-in-giro/)

Dopo un breve ripasso della sua esperienza e della sua scoperta, Berners Lee ha espresso le sue speranze per il futuro: «La neutralità della rete è un principio end-to-end» e «abbiamo tutti il diritto di twittare quello che vogliamo». Comunque la sua idea è chiara: in futuro si dovrà proteggere il «diritto ai dati», «La democrazia si fonda su un elettore informato. Per questo il diritto ai dati è essenziale», questo è stato uno dei temi più interessanti e coinvolgenti di tutta la manifestazione. Se il governo estrapola dati con i soldi dei contribuenti, poi quei dati devono essere disponibili per tutti. «La rete è una piattaforma su cui abbiamo costruito il web, che a sua volta è una piattaforma su cui tutti noi costruiamo i nostri progetti di vita». Una vita che deve però rimanere libera. «Oggi – continua Berners Lee – è cruciale andare a ridurre il divario tra chi usa e chi non usa la rete, parliamo di diritto alla rete senza però essere spiati».

Tim Berners Lee conclude con l’invito ad entrare nella sua ‘W3C’, che «ha bisogno di gente in gamba. C’è ancora molto lavoro da fare. Rete aperta, pubblica e libera».

Il diritto alla rete (Stefano Rodotà)

Il giurista e politico, già Presidente dell’Autorità Garante per la tutela dei dati personali, Stefano Rodotà ricorda alla sala come i diritti anche se già acquisiti «debbano essere sempre difesi». «Le novità tecnologiche devono incontrarsi con idee antiche come la libertà e la democrazia. Quindi no ai controlli e alle censure (la Cina si avvicina) e maggiore conoscenza in rete».

Wiki is the way (Frieda Brioschi)

Come prima italiana a sedere nel Board of Trustees di Wikimedia Foundation ha tutta l’esperienza necessaria per spiegarci che il futuro, magari anche quello politico, sono i Wiki: «Siti social che permettono di coordinare in un unico luogo il pensiero di molte persone. Questo è un metodo infallibile in quanto, ogni persona che avrà notizie più recenti su quel determinato argomento o più dettagliate, potrà aggiornare gli argomenti. Uno strumento semplice, aperto, collaborativo e trasparente».

Nel pomeriggio questo tema è stato ripreso da Alberto Cottica, «fondatore dei Modena City Ramblers e dei Fiamma Fiumana. Si è occupato di politiche pubbliche online presso il Ministero dello Sviluppo Economico. È membro dell’advisory board di Critical City, un gioco online che promuove l’attivismo sociale». Per Cottica la struttura rigida della rappresentanza politica oggi può essere integrata dalla cultura Wiki. «L’intelligenza diffusa può rendere le decisioni pubbliche migliori e più democratiche».

Free Italia Wi-Fi (Nicola Zingaretti)

Per riuscire nell’intento di Cottica è necessario avere una rete internet stabile, diffusa e libera. Questo è stato un punto centrale dell’azione politica di Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma. Il progetto Provincia Wi-Fi, che consiste nell’installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati WiFi per l’accesso gratuito ad Internet ha visto un incremento notevole, 760 hotspot e 130 mila utenti. Il prossimo step sarà la Free Italia Wi-Fi, «federalismo reale», che cercherà di rendere ancora più democratico l’accesso alla rete. «Internet – conclude Zingaretti – è un strumento indispensabile per far crescere l’economia, la cultura e i rapporti sociali».

Per non appesantire troppo il discorso lasciamo qui sotto il link con il resto dei relatori, molto interessanti sono stati gli interventi di Wael Abbas, blogger egiziano che ha raccontato con immagini la recente rivolta, e di Na’Ama Shamgar, una timida ragazza israeliana che usa Facebook per far parlare e conoscere palestinesi e israeliani.

http://www.happybirthdayweb.it/site/relatori/

 



[1] Core ha scelto in modo arbitrario, in base ai propri interessi e inclinazioni, cosa riportare della manifestazione. Qui potrete trovare tutto il resto (http://www.happybirthdayweb.it/site/)


Autore

Giornalista che ama la fantascienza, le biciclette, la lettura, le cose belle e le stelle.



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