Ex Intermetro occupano l’assessorato alla Mobilità: che si rispetti il patto di riassunzione
24 ex lavoratori Intermetro da lunedì presidiano l'assessorato. Gli assessori Marchi e poi Aurigemma firmano la riassunzione, ma sono ancora tutti senza lavoro.
Da lunedì mattina 24 ex lavoratori della società in liquidazione I M Intermetro spa stanno presidiando una sala del Dipartimento di mobilità e Trasporti del Comune in via Capitan Bavastro 94.
Chiedono nient’altro che lavorare, ed essere ri-assunti, come da accordo firmato e ribadito da ben due assessori di Alemanno.
La Intermetro nasce a Roma e si occupa delle sue metropolitane fin dal 1979, inizia la costruzione della metro C.
In fase di liquidazione dell’azienda il Comune aveva sottoscritto un accordo per tutelare il posto di lavoro dei 24 dipendenti superstiti, prevedendo la ricollocazione presso Roma Metropolitane ed Atac. Si individuava in queste due società il naturale approdo dei lavoratori anche per non disperdere trent’anni di professionalità ed esperienza nel campo dei trasporti.
L’accordo siglato in Regione nel maggio 2010 vede la firma dell’allora assessore alla Mobilità Sergio Marchi, prima giunta Alemanno, alla presenza dell’assessore del Lavoro della Regione Lazio Mariella Zezza.
Il patto viene in oltre ribadito dal nuovo assessore capitolino alla Mobilità Antonello Aurigemma, nominato da Alemanno dopo il rimpasto di giunta dovuto allo scandalo Atac di Parentopoli.
‘Hanno fatto entrare circa 1000 persone in Atac, lo dico chiaro e tondo, al posto nostro. A noi hanno raccontato una sacco di scuse per non farci entrare in quel periodo, rimandando sempre il momento, fino ad oggi che sono due anni che non lavoriamo.’
Amare le parole di Fabrizio Potenza, che si fa portavoce dei lavoratori. Li incontriamo su via Capitan Bavastro, un capannello di persone che discute davanti i grandi palazzi in costruzione.
L’assessore, ci dicono, gli ha persino messo a disposizione una sala per riunirsi all’interno degli uffici, un gesto che conferma l’atteggiamento arrogante avuto fin’ora: annuire e continuare a non far nulla.
‘In questi due anni – prosegue Fabrizio- ci sono stati tutta una serie di incontri in assessorato dove veniva ogni volta ribadito l’impegno a mantenere fede al patto preso. Accordi firmati, lettere di richiesta da parte della società di assumere il personale, autorizzazione da parte di Aurigemma e dell’assessore al Bilancio del Comune, fatto sta che nessuno ancora è stato assunto. Per questo oggi siamo qui a presidiare l’assessorato, perchè non si può andare avanti con la cassa integrazione e la mobilità. L’assessore continua a prenderci in giro.’
Con loro c’è anche Anna Pallotta, segretario della FeNEAL UIL di Roma. ‘La preoccupazione è che la vastità del problema sul trasporto e il problema dell’Atac, che sappiamo essere oggi un altro degli aspetti negativi di questa amministrazione, rischia di far passare in secondo piano quelle che sono le problematiche dei lavoratori, cioè di gente che rimane senza lavoro con accordi regolari e firmati. Se questo viene a fallire figuriamoci cosa accade per quelli che ancora non hanno garanzie. Noi fino a poco tempo fa pensavamo di averla questa garanzia. Siamo stufi delle pretestuosità che l’assessore continua a darci, noi vogliamo un sì o un no, anche per poter poi agire di conseguenza. Non c’è serietà in questo comportamento.’
Ed aggiunge: ‘In un momento in cui si ferma la metro B, la B1 non va avanti, la C non si sa che fine dovrà fare, coloro che due anni fa si sono impegnati con professionalità sulla progettazione e sulla capacità di manutenere le stazioni, per evitare che tutto questo disastro venga pagato dai cittadini, oggi stanno qui a manifestare perchè non trovano collocamento all’interno delle municipalizzate. Se le cose non funzionano è perchè c’è anche un’incapacità manageriale di individuare le professionalità giuste’.
L’accordo in questione infatti era stato raggiunto a fronte dell’impegno dei lavoratori Intermetro a portare a termine tutte le commesse in atto che avevano, nei tempi e nelle modalità previste dal contratto, senza ritardi per il Comune e ‘facendogli fare bella figura nei confronti della cittadinanza’.

