Resistenze

Pubblicato il 9 febbraio 2012 | da Saba Camilletti

0

Emergenza casa e territorio: è allerta, la Regione ha un Piano

Preoccupazione di esperti e governo locale. A rischio aree protette e pianificazione.

Approvato ad agosto dal Consiglio Regionale del Lazio, il Nuovo Piano Casa, L.R. n. 10/2011,  prevede quattro forme di intervento: l’ampliamento, il cambio di destinazione d’uso, la demolizione e ricostruzione ed infine il recupero dei volumi pertinenziali degli edifici esistenti.


Le contestazioni

Il Piano è stato approvato con 41 voti a favore e 22 contrari grazie al «maxi subemendamento» generale che, riscrivendo tutti gli articoli della legge, fece decadere i circa 180 emendamenti dell’opposizione. Ma gli ostacoli maggiori arrivarono proprio dall’allora governo Berlusconi. L’ex ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan minacciò le dimissioni annunciando “Non sarò il ministro che permetterà abusi sul paesaggio senza controlli” e su sollecitazione dei Verdi e delle associazioni ambientaliste ad ottobre ha chiesto ed ottenuto l’impugnazione. Ma per Luciano Ciocchetti, assessore all’Urbanistica della Regione “Il Piano è  operativo al 99%” anche in attesa che si pronunci il Tar, poichè l’impugnativa non riguarderebbe gli articoli sugli ampliamenti e, continua, “in 200 comuni sono già state presentate 750 Dia e si arriverà a 13.500 in un anno”. Alberto Attanasio, assessore all’urbanistica del Municipio XI teme per il nostro territorio: “l’obiettivo del Piano di favorire l’accesso al bene casa aumentando l’offerta e dare impulso all’economia favorendo gli investimenti privati rischia di fallire mentre il pericolo concreto è la modifica incontrollata e la possibilità di eludere qualsiasi standard. La legge non sembra dare strumenti di governo dei processi ai municipi, comunque la nostra attenzione è alta e cercheremo di tenere sotto controllo la situazione”.
Anche l’INULazio -Istituto Nazionale di Urbanistica- esprime parere negativo, definendo “Il cosiddetto ‘piano casa’ una deroga generalizzata ai piani urbanistici dei Comuni, promossa centralisticamente dal Governo e dalla Regione, che costituisce un grave strappo nell’impianto giuridico italiano.”

 

L’opinione

Abbiamo chiesto l’opinione di Simone Ombuen, membro dell’INU Lazio e docente di Urbanistica presso l’Università di Roma Tre, che così ci risponde:

“La cosiddetta ‘Legge Ciocchetti’ -Piano Casa, ndr- è da valutare in modo quasi totalmente negativo.

– i provvedimenti di ‘semplificazione’ fanno gravare sui comuni tutte le responsabilità di controllo;

– svolge un ruolo oggettivo di disincentivo al rispetto di accordi pubblico-privato già raggiunti negli strumenti operativi dei piani comunali, grazie all’attribuzione di premialità urbanistiche connesse all’esclusivo recupero degli immobili degradati;

– travolge i pur precari vincoli contro l’edificazione indiscriminata nelle zone agricole, nelle aree naturali protette e nelle aree di rilievo paesaggistico, come le fasce di rispetto dei territori costieri e dei laghi (art.2 c.2 lett.d));

– amplia enormemente i termini temporali di operatività del regime derogatorio previsto dalla legislazione nazionale (una vera e propria proroga di circa 3 anni e mezzo!);

– aumenta tutti gli ampliamenti delle leggi precedenti non riferendosi al complesso immobiliare nel suo insieme ed ammettendo anche edifici a destinazione non residenziale, tradendo quindi la dizione di ‘piano-casa’(art.3 c.1 lett.A, B e C));

– liberalizza il rispetto degli standard urbanistici sostituendo l’obbligo di reperire le necessarie dotazioni aggiuntive in via generale; liberalizza il cambio di destinazione d’uso in deroga agli strumenti urbanistici, anche in riferimento a edifici in dismissione o non ultimati e con limite dimensionale di 15.000 mq. di SUL (tre campi di calcio regolamentari!)(art.3 ter c.1));

– ammette la realizzazione di residenze negli ambiti a destinazione non residenziale rimasti inedificati (art.3ter c.3));

– aumenta al 75% l’incremento di SUL ammesso nella demolizione/ricostruzione all’interno di programmi integrati d’intervento (art.7 c.7).

In conclusione toglie quindi credibilità ed autorevolezza alle pratiche di concertazione urbanistica già consolidate e la pianificazione viene complessivamente resa inefficace, tanto più in un momento nel quale il cambiamento del mercato edilizio e la crisi della finanza locale richiederebbero un rinnovato e più ampio contributo dei soggetti privati, lucratari dei vantaggi derivanti dalle trasformazioni.”

 

La situazione nel Municipio XI

La preoccupazione è che le agevolazioni del Piano Casa vadano ad addizionarsi alle trasformazioni già in atto nel Municipio XI, quasi tutti progetti insostenibili, o quantomeno sovradimensionati, e privi di un piano d’insieme. Questi ad oggi i dati delle edificazioni previste:

– Complesso commerciale-residenziale, via Vigna Murata, 4000 mq;

– Complesso I-60, via Grottaperfetta, 400.000mc;

– Punto Verde Qualità 11.10, via Calderon de la Barca, 80.000mq;

– Ex Fiera di Roma, via Cristoforo Colombo, 300.000mc;

– Complesso Navigatori, piazza dei Navigatori, 150.000mc;

– Città dei Giovani, via Ostiense, 323.000mc;

– nuova sede del Bambin Gesù, via Ferdinando Baldelli, 23.000mc;

– nuovo Campus Roma Tre, vicolo Savini, 10.000mq;

– nuova tangenziale Kobler, 30.000 veicoli al giorno;

– nuovo cavalcaferrovia, circonvallazione Ostiense, 240 metri, 5 corsie.

 

Per approfondire:

http://www.regione.lazio.it/binary/rl_main/tbl_focuson/Brochure_PianoCasa.pdf

http://lazio.inu.it/wp-content/uploads/2010/11/Osservazioni-al-PdL-della-Giunta-regionale-sul-Piano-Casa-Lazio.pdf

http://www.ecodallecitta.it/download.php?s=notizie&e=doc&f=336

http://lazio.inu.it/2011/11/21/il-piano-casa-del-lazio-una-legge-contro-il-governo-del-territorio/#more-1070


Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



Back to Top ↑