Emergenza casa e territorio: è allerta, la Regione ha un Piano
Preoccupazione di esperti e governo locale. A rischio aree protette e pianificazione.
Approvato ad agosto dal Consiglio Regionale del Lazio, il Nuovo Piano Casa, L.R. n. 10/2011, prevede quattro forme di intervento: l’ampliamento, il cambio di destinazione d’uso, la demolizione e ricostruzione ed infine il recupero dei volumi pertinenziali degli edifici esistenti.
Le contestazioni
Il Piano è stato approvato con 41 voti a favore e 22 contrari grazie al «maxi subemendamento» generale che, riscrivendo tutti gli articoli della legge, fece decadere i circa 180 emendamenti dell’opposizione. Ma gli ostacoli maggiori arrivarono proprio dall’allora governo Berlusconi. L’ex ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan minacciò le dimissioni annunciando “Non sarò il ministro che permetterà abusi sul paesaggio senza controlli” e su sollecitazione dei Verdi e delle associazioni ambientaliste ad ottobre ha chiesto ed ottenuto l’impugnazione. Ma per Luciano Ciocchetti, assessore all’Urbanistica della Regione “Il Piano è operativo al 99%” anche in attesa che si pronunci il Tar, poichè l’impugnativa non riguarderebbe gli articoli sugli ampliamenti e, continua, “in 200 comuni sono già state presentate 750 Dia e si arriverà a 13.500 in un anno”. Alberto Attanasio, assessore all’urbanistica del Municipio XI teme per il nostro territorio: “l’obiettivo del Piano di favorire l’accesso al bene casa aumentando l’offerta e dare impulso all’economia favorendo gli investimenti privati rischia di fallire mentre il pericolo concreto è la modifica incontrollata e la possibilità di eludere qualsiasi standard. La legge non sembra dare strumenti di governo dei processi ai municipi, comunque la nostra attenzione è alta e cercheremo di tenere sotto controllo la situazione”.
Anche l’INULazio -Istituto Nazionale di Urbanistica- esprime parere negativo, definendo “Il cosiddetto ‘piano casa’ una deroga generalizzata ai piani urbanistici dei Comuni, promossa centralisticamente dal Governo e dalla Regione, che costituisce un grave strappo nell’impianto giuridico italiano.”
L’opinione
Abbiamo chiesto l’opinione di Simone Ombuen, membro dell’INU Lazio e docente di Urbanistica presso l’Università di Roma Tre, che così ci risponde:
“La cosiddetta ‘Legge Ciocchetti’ -Piano Casa, ndr- è da valutare in modo quasi totalmente negativo.
– i provvedimenti di ‘semplificazione’ fanno gravare sui comuni tutte le responsabilità di controllo;
– svolge un ruolo oggettivo di disincentivo al rispetto di accordi pubblico-privato già raggiunti negli strumenti operativi dei piani comunali, grazie all’attribuzione di premialità urbanistiche connesse all’esclusivo recupero degli immobili degradati;
– travolge i pur precari vincoli contro l’edificazione indiscriminata nelle zone agricole, nelle aree naturali protette e nelle aree di rilievo paesaggistico, come le fasce di rispetto dei territori costieri e dei laghi (art.2 c.2 lett.d));
– amplia enormemente i termini temporali di operatività del regime derogatorio previsto dalla legislazione nazionale (una vera e propria proroga di circa 3 anni e mezzo!);
– aumenta tutti gli ampliamenti delle leggi precedenti non riferendosi al complesso immobiliare nel suo insieme ed ammettendo anche edifici a destinazione non residenziale, tradendo quindi la dizione di ‘piano-casa’(art.3 c.1 lett.A, B e C));
– liberalizza il rispetto degli standard urbanistici sostituendo l’obbligo di reperire le necessarie dotazioni aggiuntive in via generale; liberalizza il cambio di destinazione d’uso in deroga agli strumenti urbanistici, anche in riferimento a edifici in dismissione o non ultimati e con limite dimensionale di 15.000 mq. di SUL (tre campi di calcio regolamentari!)(art.3 ter c.1));
– ammette la realizzazione di residenze negli ambiti a destinazione non residenziale rimasti inedificati (art.3ter c.3));
– aumenta al 75% l’incremento di SUL ammesso nella demolizione/ricostruzione all’interno di programmi integrati d’intervento (art.7 c.7).
In conclusione toglie quindi credibilità ed autorevolezza alle pratiche di concertazione urbanistica già consolidate e la pianificazione viene complessivamente resa inefficace, tanto più in un momento nel quale il cambiamento del mercato edilizio e la crisi della finanza locale richiederebbero un rinnovato e più ampio contributo dei soggetti privati, lucratari dei vantaggi derivanti dalle trasformazioni.”
La situazione nel Municipio XI
La preoccupazione è che le agevolazioni del Piano Casa vadano ad addizionarsi alle trasformazioni già in atto nel Municipio XI, quasi tutti progetti insostenibili, o quantomeno sovradimensionati, e privi di un piano d’insieme. Questi ad oggi i dati delle edificazioni previste:
– Complesso commerciale-residenziale, via Vigna Murata, 4000 mq;
– Complesso I-60, via Grottaperfetta, 400.000mc;
– Punto Verde Qualità 11.10, via Calderon de la Barca, 80.000mq;
– Ex Fiera di Roma, via Cristoforo Colombo, 300.000mc;
– Complesso Navigatori, piazza dei Navigatori, 150.000mc;
– Città dei Giovani, via Ostiense, 323.000mc;
– nuova sede del Bambin Gesù, via Ferdinando Baldelli, 23.000mc;
– nuovo Campus Roma Tre, vicolo Savini, 10.000mq;
– nuova tangenziale Kobler, 30.000 veicoli al giorno;
– nuovo cavalcaferrovia, circonvallazione Ostiense, 240 metri, 5 corsie.
Per approfondire:
http://www.regione.lazio.it/binary/rl_main/tbl_focuson/Brochure_PianoCasa.pdf
http://www.ecodallecitta.it/download.php?s=notizie&e=doc&f=336

