Dopo il 15 Ottobre. Per fare chiarezza
Oltre la questione d’ordine pubblico, il vero dato è la fortissima mobilitazione contro la crisi del capitalismo finanziario. Video-intervista alle realtà di movimento del Municipio XI
La manifestazione dello scorso sabato ha scatenato un fiume di polemiche sul tema della violenza e dell’ordine pubblico. Black bloc, legge Reale e terrorismo urbano sono stati i termini più diffusi, torrenti d’inchiostro hanno tatuato migliaia di pagine di giornali e le mascelle degli opinionisti sono state messe a dura prova da tali espressioni.
L’operazione sembra abbastanza scontata. Si sta provando in tutti i modi a distogliere l’attenzione da un importante dato di fatto. La manifestazione di Roma ha segnato la partecipazione di centinaia di migliaia di persone all’appuntamento globale contro l’austerity. Trecentomila, forse cinquecentomila. Non importa il numero esatto.
Importa che in piazza, sabato scorso, nell’italietta delle escort e dei papponi, del bigottismo e delle clientele, si è presentata la moltitudine. Schiacciata dalla crisi della finanza la moltitudine dei precari e della generazione dei senza futuro, sulle cui spalle viene caricato un debito finanziario che non le appartiene, sabato scorso era presente in piazza. Indignata, arrabbiata, violenta e non, ha spaventato e ancora spaventa tanto è grandiosa. E riceve, a titolo imbonitore, la carota (avvelenata) – “hanno ragione a manifestare” ha dichiarato ipocritamente il prossimo governatore della BCE Mario Draghi – di chi, senza legittimità politica e morale, da tempo scarica bastonate su quel famoso 99%. Su tutti noi.
Non si può perdere di vista che il 15 Ottobre un numero incalcolabile di persone ha manifestato contro un capitalismo finanziario che vuole far pagare la sua crisi alla società. Nella stragrande maggioranza sono persone non organizzate, non appartengono a comunità politiche predefinite, ma sono persone alla ricerca di uno spazio pubblico, vogliono trovare soluzioni collettive di fronte ai problemi materiali che la crisi impone giorno dopo giorno. Vogliono politica.
Non c’è un nuovo soggetto dietro, dentro o vicino a questa moltitudine, non ancora perlomeno. Il movimento, finora in ritardo nell’intercettare la moltitudine, nel fondersi e contaminarsi con essa, deve ripartire dal 15 Ottobre con l’obiettivo di tornare protagonista nel costruire un’alternativa che comprenda orizzonti largamente condivisi di opposizione sociale al neo liberismo.
Ripartendo dal nostro territorio, la redazione di Core ha intervistato due realtà di movimento, Le Ca7 in Action e il Loa Acrobax, chiedendo loro un punto della situazione dopo la manifestazione dello scorso sabato. Di seguito il video dell’intervista. http://www.youtube.com/watch?v=omuX-cg3c2s

