Alexis: la nuova casa dello studente
Il 6 dicembre, anniversario della morte di Alexis Grigoropoulos, filotto di occupazioni abitative in città. Nel nostro municipio, nasce una casa dello studente e del precario: via Ostiense 126, chiedere di Alexis
Il 6 dicembre è san Nicola, un santo importante per i paesi cristiani mediterranei; nelle aree a religione ortodossa per san Nicola si fa festa. Nel 2008 il 6 dicembre è sabato, non sarà piaciuto ad Alexis, ché quando la festa cade di sabato non si salta la scuola. Però c’è di certo molta gente a Exarchia: il distretto cool della capitale ellenica, un po’ Garbatella, un po’ Pigneto, in salsa tzatziki. Alexis ha 15 anni e esce di casa per andare a Exarchia. Esce di casa per non tornarci più. Viene assassinato da un poliziotto, e la Grecia esplode.
È l’inizio della prima vera primavera, quella Greca; Atene, Salonicco e tutte le principali città sono scosse da onde di protesta via via più radicali. L’omicidio di Alexis è un fiammifero caduto nel fienile della società greca ridotta in ginocchio dai primi morsi della crisi.
Sono passati quattro anni e il movimento greco ha contagiato mezza Europa: le stesse manifestazioni cambiano scenario, Londra, Madrid, Roma, ma il contenuto varia di poco. C’è una generazione nelle piazze che chiede diritti e dignità, e vale a poco il cambio della guardia al governo di tre quarti dei paesi europei negli ultimi due anni. Le politiche restano le stesse, le cause della crisi anche.
Roma, lo scorso 6 dicembre, si è svegliata con otto occupazioni abitative nuove di zecca. La notte porta consiglio, e chi cerca casa e non la trova finisce per occupare uno dei centinaia di stabili vuoti sparsi per la città, in centro come in periferia.
Quattrocento persone occupano l’ex clinica Valle Fiorita a via di Torrevecchia, seguono l’ex Hotel Congress in via Prenestina, il palazzo dell’Inps in via delle Province, un edificio vuoto in via Induno, una palazzina a Ponte di Nona. Ultimo, ma non meno importante, lo stabile Acea di via Ostiense, al civico 126, proprio dirimpetto alla Prefettura di Roma.
I numeri dell’emergenza abitativa in città hanno raggiunto livelli esplosivi: solo nel nostro municipio ci sono sei occupazioni attive. Il tour inizia dall’ex cinodromo della capitale, dove vivono una quindicina tra studenti e precari, si snoda per Casale de Merode, che ospita 80 nuclei familiari, per via del Porto fluviale, dove invece vivono ben 100 famiglie, arriva alle Casette Rosse nei pressi della regione Lazio, prosegue a Roma 70, dove troviamo altre 100 famiglie, per concludersi a via di Grotta Perfetta.
Alexis porta dunque il conto a sette. Siamo in via Ostiense: il palazzetto è una costruzione tardo umbertina a due piani, con molte stanze tutte luminose, grazie al buon lavoro dell’architetto che ha provveduto a dotarlo di una chiostrina interna, mentre al piano interrato pare ci sia ancora un rifugio antiaereo risalente all’ultima guerra. La struttura ha visto senz’altro giorni migliori, e non appare strano che l’Acea l’abbia dismessa. Sembra infatti che i lavori di demolizione che hanno interessato l’edificio adiacente abbiamo minato la stabilità della struttura, e pare che sia stata proprio questa la causa che ha spinto l’Acea a lasciare lo stabile, e a girarne la proprietà al Comune di Roma. Dalle stanze ancora freddine dell’occupazione ci si chiede se l’abbandono non sia poi voluto, per fare posto magari a un nuovo progetto speculativo. Le mani su via Ostiense, non sarebbe la prima volta.
Gli occupanti per prima cosa hanno voluto battezzare con il nome di Alexis la nuova casa: è il 6 dicembre, e nessuno lo ha dimenticato. Sono circa 25, per lo più studenti di Roma Tre uniti a un piccolo assortimento di precari, due categorie particolarmente colpite dalle inefficaci politiche di alloggio nel nostro municipio. Molti di loro sono alla prima esperienza di occupazione e spiegano che è stata una scelta dettata dalla necessità: una camera in cambio di 400 euro è il ricatto del quartiere. L’università che ha sede in via Ostiense non ha neppure una residenza per studenti nel municipio; l’unica disponibile è un palazzetto a Spinaceto, in condivisione tra i tre atenei romani, dove per di più vige un 41bis universitario che prevede tra l’altro coprifuoco alle 24 e divieto d’accesso ai non residenti.
La tensione e la stanchezza e il freddo stremano, si va avanti anche grazie alla solidarietà; donne del quartiere portano stufe, armadi, coperte, gli operai Acea e Italgas di via Ostiense si fanno avanti e offrono aiuto, e ancora preziose stufe, studenti di Roma Tre arrivano incuriositi e chiedono come entrare nelle liste di chi ha bisogno d’alloggio.
Stamattina alle otto però tre volanti parcheggiano davanti all’ingresso: “Stanno arrivando i reparti”. È un bluff, per inchiodare gli occupanti là dentro, mentre “i reparti” vanno (davvero) a Torrevecchia. Dopo un po’ da via Ostiense vanno via anche le volanti. Un altro giorno in bilico, ma un’altra serata insieme.

