Al Socrate la festa continua
Le celebrazioni per i 40 anni della scuola tra impegno ed entusiasmo
C’è ancora aria di festa, al Socrate. Le celebrazioni per il quarantennale infatti non sono finite: iniziate due settimane fa e protrattesi per tre giorni, riprenderanno il 20 maggio con un concerto rock. I festeggiamenti proseguiranno poi con uno spettacolo del Laboratorio teatrale, riguardante il mito di Edipo nella tragedia greca (25 maggio, Teatro Ambra alla Garbatella): e ancora, il giorno seguente, ci saranno incontri, una mostra sui 40 anni del liceo, e la presentazione di una nuova pubblicazione della Scuola, DAIMON. Il 27 maggio sarà la giornata conclusiva: attesa la partecipazione speciale di Paolo Fox, che assieme ad altri ex studenti racconterà “il Socrate com’era”. A seguire un corso della dott.ssa Linda Laura Sabbadini, che tratterà dei vari ruoli della donna nel mondo della scuola; in conclusione il giovane coro, diretto dal prof. Iafrate, e dulcis in fundo un torneo di Papera, gioco tradizionale della scuola. Un programma decisamente ricco, in cui si fondono la gioia per la celebrazione e il costante impegno culturale della scuola, l’affetto per un’istituzione solida e presente e il bisogno di formarsi, informarsi e comprendere. Una costellazione di eventi che completa il percorso tracciato nelle precedenti tre giornate, che tra musica e premiazioni hanno beneficiato di incontri culturali, dibattiti sul tema della donna, attività sportive e ricreative, spettacoli e film. Imperdibile l’intervista impossibile a Leopardi, del prof. Torregiani e con la prof.ssa Rocchi, come lo spettacolo di Carlo Viani, il monologo di Massimiliano Bruno, il concerto jazz di Luca Nostro e il suo Unser Trio; partecipazione entusiasta anche al corso di danze popolari. Ma il vero coronamento delle celebrazioni è stata la lectio continua dell’Odissea: la recitazione del proemio di Valentina Chico ha dato il via ad una continua e completa lettura del testo omerico, proseguita dalla mattina fino a tarda notte, e conclusa solo il giorno seguente. L’acme della lettura si è avuta proprio nella Notte bianca, che ha concentrato diversi appuntamenti e ha visto riaffacciarsi alle porte della scuola una moltitudine di ex studenti, nonché studenti, professori, genitori e persone vicine alla scuola. Una vera festa, tra risate e rumore. Ma la lectio continuava, a dimostrazione di una cultura che non si ferma mai: “C’era gente che entrava in Aula magna per ‘rifugiarsi’- spiega Dorinda Caccioppo, rappresentante d’Istituto-. E’ stato molto bello vedere una partecipazione così calorosa anche a tarda notte. E il senso dell’iniziativa era proprio questo: mostrare una scuola sempre aperta, che non si ferma all’orario curriculare, che continua nella sua missione culturale. Dimostrare la nostra voglia di essere sempre disponibili e all’opera”. Il messaggio assume allora un’importanza civile, sociale, politica: “Sono tempi duri, per la scuola pubblica – commenta Flavio Conia, altro rappresentate-. Il Socrate è stato un po’ il baluardo di resistenza alla ‘riforma’ Gelmini: presentare una scuola che vive, che si muove, è un modo per mostrare concretamente che si può ripartire. Abbiamo ancora tanto da fare, ma è importante far vedere che ci siamo, come c’eravamo 40 anni fa”. Una manifestazione dunque, più che una celebrazione: in ogni caso una festa, una festa culturale. “E’ proprio questa la forza dell’iniziativa – riprende Flavio-. Il Socrate, il Liceo classico, la Scuola è cultura. L’Odissea poi è particolarmente significativa: un viaggio, una ricerca di sé che nella Scuola trova il suo sviluppo, e non si ferma mai. E’ la cultura che lega tutto, nella nostra scuola: la politica, la formazione individuale, la ricerca di sè, lo sviluppo del proprio pensiero. A questo proposito è importante anche l’iniziativa teatrale: in un momento di crisi e di tagli, noi festeggiamo mandando in scena – modello di rappresentazione non conforme alla società dello show – il mito tragico di Edipo. E anche le maestre, figure che la Scuola sembra ora rinnegare”. Decisiva l’iniziativa della preside, Gabriella de Angelis, grazie alla quale un evento che poteva passare quasi inossevato si è tinto di fasto e di gioia. Ma fondamentale è stato l’apporto dei ragazzi, il coinvolgimento, l’energia – senza contare l’organizzazione materiale degli eventi, per la quale meritano un enorme riconoscimento. “Era forte la memoria della recente occupazione – ammette Flavio -: lo spirito comunitario, la voglia di partecipare”. Complice anche la notte sui materassoni in palestra, e le pulizie mattutine cui si sono dedicati molti studenti.
La partecipazione di un gran numero di ex e di personalità esterne, soprattutto durante la Notte bianca, ha poi mostrato la reale importanza del Socrate nel territorio: “Abbiamo una sorta di primato – riconosce Dorinda – perché nel quartiere riusciamo ad emergere, essere visibili. Riusciamo a gestire bene il contatto tra cultura, insegnamento e quartiere, nonostante le difficoltà del tempo in cui viviamo. Ciò ci rende sempre più motivati: cerchiamo di cementare i rapporti tra cultura e studenti, professori e territorio”. E continua: “Più che una celebrazione del Socrate, lo è stata delle persone che l’hanno composto negli anni. Sono venuti in molti, ed ognuno ha dato il proprio contributo. Un evnto simile dovrebbe esserci tutti gli anni: una specie di festa della Scuola pubblica, che va avanti nonostante le difficoltà”.

