Affitti in nero bye bye
Rivoluzione sul fronte degli affitti. Con l’introduzione della ‘cedolare secca’, registrando i contratti in nero all’Agenzia delle Entrate si abbattono i costi degli affitti
Se la condizione di inquilini in nero vi ha amareggiato la vita, finalmente potete iniziare a sorridere. A novembre è partita la campagna di informazione “Fuori dal Nero”, organizzata da una piattaforma di realtà impegnate nella lotta per il diritto all’abitare, tra cui Unione Inquilini, Action Diritti e Arci, con l’obiettivo di contrastare il mercato sommerso degli affitti.
“Fuori dal Nero” ha come obiettivo la pubblicizzazione della possibilità, introdotta lo scorso giugno dall’Agenzia delle Entrate, di beneficiare di un contratto d’affitto a canone molto vantaggioso – contratto di quattro anni più quattro a canoni inferiori di circa l’80% rispetto gli attuali prezzi di mercato – dichiarando la propria condizione di inquilino al nero.
“Tutto è partito in primavera – ci racconta Efrem, operatore dell’Agenzia Diritti del Municipio XI – quando con l’approvazione del decreto legislativo n. 23 del 2011 si è attivato un meccanismo, detto ‘cedolare secca’, che permetteva l’emersione diretta dal sommerso mediante autodenuncia. L’articolato della norma (art. 3) disegnava un procedimento rivolto ai proprietari di casa. Tramite autodenuncia, pagamento di una piccola sanzione e messa in regola del contratto, il proprietario e il Fisco si venivano incontro. Sul modello dello scudo fiscale, si puntava a salvare capra e cavoli”.
A giugno invece, la svolta. L’Agenzia delle Entrate, scaduti i termini previsti per il meccanismo previsto dalla norma, il giorno 6 ha emesso una circolare nella quale il meccanismo della cedolare secca veniva esteso ad una autodenuncia proveniente dall’inquilino.
Una vera e propria rivoluzione. Presentandosi all’Agenzia delle Entrate con le prove della sua condizione di conduttore al nero l’inquilino vede scattare l’attivazione, mediante registrazione valida a tutti gli effetti, di un contratto d’affitto 4+4, il cui canone annuo viene calcolato sulla base della rendita catastale moltiplicata per tre. Risultato, affitti bassissimi se comparati con i pazzeschi prezzi oggi vigenti sul mercato.
“Il compito che ci spetta ora, oltre ad accendere il più possibile i riflettori su questa opportunità – riprende Efrem – è quello di fornire assistenza a chi vuole emergere dal nero. Questo meccanismo, che stiamo supportando con tutte le nostre risorse, comporta perlomeno una forte ridiscussione dei rapporti tra proprietario ed inquilini. Oltre a difficoltà di natura psicologica, nella casistica a nostra disposizione c’è anche chi ci chiede protezione perché ha fisicamente timore di ritorsioni da parte del proprietario. Un’altra difficoltà deriva dal mancato recepimento uniforme di questa disposizione da parte dei diversi uffici dell’Agenzia delle Entrate, i quali a volte ostacolano le registrazioni. Alcuni sportelli hanno addirittura respinto chi voleva registrarsi e ci stiamo quindi occupando di inviare i nostri utenti presso uffici sicuri”.
La questione è spinosa. Se da una parte, secondo le statistiche dell’Unione Inquilini, chi è in nero solitamente tende a rimanerci pur di non doversi inimicare il padrone di casa, la questione economica rimane determinante, soprattutto se in piena crisi si presenta una notevole opportunità di risparmio. Lo dimostrerebbe il fatto che tra settembre e ottobre sarebbero circa 500 le persone che hanno registrato all’Agenzia delle Entrate i loro contratti in nero.
Nel nostro Municipio, dove la presenza dell’università ha permesso il fiorire di un ricco mercato di affitti in nero con stanze pagate anche a 500 euro al mese le conseguenze della ‘cedolare secca’ potrebbero essere clamorose.
L’Agenzia Diritti ha intenzione di coinvolgere attivamente gli studenti. “Sono gli universitari fuori sede e i più avvantaggiati da questa felice novità sugli affitti. La ‘cedolare secca’ – ci fa notare il nostro interlocutore – permette di registrare contratti di affitto che riguardino anche una sola stanza. Dal punto di vista psicologico, sebbene gli studenti fuorisede spesso si sentano di passaggio nella città dove studiano, elemento di disinteresse rispetto ad un contratto di affitto di quattro anni, va detto che la media di anni impiegati per completare il primo ciclo di studi è pari a quattro. Inoltre, moltissimi rimangono in città dopo gli studi”.
Il vero scoglio da superare rimane quello dell’informazione. A tal fine, “Fuori dal Nero” ha in programma un evento apposito il prossimo 24 novembre all’Università La Sapienza, dove parteciperà, insieme ad economiti ed urbanisti, anche il presidente del Munipio XI, Andrea Catarci.
La ‘cedolare secca’ rivoluzionerà il mercato dell’affitto, dove oggi la mancanza di controlli ha permesso ai prezzi delle locazioni di essere esageratamente alti. L’emersione dal nero tramite questo meccanismo, se da un lato impone un canone vantaggioso per l’inquilino e punisce il proprietario evasore, permetterà un aggiustamento dei prezzi di mercato a livelli più equi. Grazie al maggiore afflusso di incassi generato dal maggior gettito fiscale lo Stato potrebbe, nel medio termine, abbassare la percentuale d’imposizione sugli affitti, disinnescando quindi l’applicazione di canoni d’affitto alti giustificati da un altrettanto alto prelievo fiscale. Pagare (molto) meno. Pagare tutti.
http://fuoridalnero.wordpress.com/
Di seguito i moduli da compilare all’Agenzia delle Entrate:
F23
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/versare/f23/modello+f23/ind+f23+modello
Modello 69
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/registrare/contratto+di+locazione/modello_istruzioni+contr_locazione
Mod1 (denuncia contratto verbale)
http://www1.agenziaentrate.it/inglese/forms/pdf/mod1.pdf

