Resistenze

Pubblicato il 11 ottobre 2011 | da Saba Camilletti

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2- La notifica di cessato rapporto con riconsegna dei locali entro 15 giorni

Casetta Rossa sotto sgombero? No pasaran!

Il 25 Luglio 2011 arriva nella sede dell’associazione Bristol una notifica a firma del Dottor Mario Vallorosi, Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde, riguardante la cessazione di rapporto tra il Comune di Roma e i suddetti attuali gestori dello stabile Casetta Rossa nonché del Parco di via Ignazio Persico. Si richiede inoltre l’abbandono dei locali e la riconsegna delle chiavi entro 15 giorni. Nei giorni successivi inoltre la Polizia si è recata nella sede del Municipio Roma XI per acquisire documentazione sulla Casetta Rossa in seguito ad una -al momento non meglio precisata- indagine penale in corso. Sempre nello stesso periodo estivo -quando tutti sono in vacanza e l’attenzione pubblica è scarsa – viene approvato il bilancio 2011-2012 del Comune di Roma, dove compare una voce di ‘project financing’ per ‘punto ristoro+ bagno pubblico’ in via Magnaghi 14, per l’ammontare di 48.250 euro. Tre fatti questi che se messi in relazione non possono non far pensare ad un disegno preciso. Anche perchè la Casetta Rossa è già formalmente priva di assegnazione da quasi 3 anni, da quando cioè, nel 2008, Gianni Alemanno è stato eletto sindaco di Roma. Fino a quel momento si era lavorato per una legalizzazione della struttura e dell’attività di ristorazione attraverso la delibera detta ‘Punti Verdi Ristoro’ che prevede l’assegnazione di alcune aree verdi nel tessuto urbano ad associazioni o privati che ne garantiscano l’apertura, la manutenzione e la pulizia, in cambio dell’autorizzazione per un attività di ristoro. La delibera, nata sotto la Giunta Veltroni, era lo strumento perfetto per far incontrare quest’esperienza partita spontaneamente dal basso con le istituzioni. Era, perchè è la giunta Alemanno che finalmente la approva nel 2011, dando vita a 67 nuovi ‘Punti Verdi Ristoro’ dai quali scompare senza spiegazione alcuna, proprio la Casetta Rossa. ‘Quando decidemmo di dar vita alla Casetta Rossa’ -racconta Luciano Ummarino- ‘io come assessore del Municipio XI alle Politiche Giovanili, insieme con Massimiliano Smeriglio, allora presidente del Municipio XI, e tutto l’esercito di sognatori della Garbatella, collaborammo con la seconda giunta Veltroni affinchè la delibera garantisse uno scambio nell’ottica della riappropriazione degli spazi verdi come beni comuni, lontani da logiche di profitto private. Avevamo la prospettiva di divenire una cooperativa, ottenere la licenza e mettere in regola i nostri lavoratori, fare i contratti e rientrare attraverso un percorso condiviso nella legalità. Ora tutto questo ci viene negato, perchè, dicono, nella delibera rientrano solo le aree verdi in cui non esiste già un punto ristoro. Un’ amara beffa’. A ben guardare, questi 48.250 euro di project financing destinati per lo stabile di Casetta Rossa sono una cifra incredibilmente dettagliata per non sottendere un preventivo già effettuato e incredibilmente bassa per non rendersi conto che lì, ad investire fatica e denaro, ci ha già pensato qualcun altro.


Autore

Scrivo su Core dal primo numero, febbraio 2009, seguendo i temi a me più cari: ambiente, sostenibilità, percorsi dal basso. Sono laureata in Architettura con una tesi in politiche urbane sulla co-gestione degli spazi pubblici ed ho un master in 'Design della Smart Cities'. Mi occupo di design di arredi con materiali naturali, co-design e design di servizi sostenibili. Alla ricerca di uno stile di vita più sano, insieme con la mia famiglia abbiamo avviato Biozen, un'azienda biologica dove, oltre a coltivare, si sperimentano attività e pratiche di architettura naturale. Da grande, tra le altre cose, vorrei fare l'architetto per bambini. Sono convinta che aiutarli ad organizzare con rispetto ed attenzione il proprio mondo fin da piccoli sia un ottimo modo per renderli adulti felici. E ne abbiamo bisogno.



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