Moby Dick: la caccia ha inizio
Al via sabato 29 Marzo il percorso partecipativo per decidere il futuro degli ex Bagni Pubblici di Garbatella. Una giornata di workshop e tavoli di lavoro aperti alla cittadinanza, chiamata ad elaborare una proposta per l’utilizzo dello stabile.
Idee, partecipazione e confronto. Sono le parole chiave dell’incontro di domani organizzato da Municipio VIII e Laziodisu per riflettere sul nuovo centro polifunzionale dedicato alla cultura che sorgerà nello spazio degli ex bagni pubblici, restituiti alla cittadinanza lo scorso 24 gennaio.
Si tratta di una giornata di partecipazione che, anche grazie al contributo dell’Agenzia Diritti Nuova Cittadinanza e dell’Associazione Sottosopra-Attivare democrazia, faciliterà un percorso di ascolto e raccolta di idee per formulare una proposta operativa sulla fisonomia del futuro centro culturale e di alta formazione. Le proposte saranno oggetto di confronto con l’ente gestore dello spazio (LazioAdisu) all’interno dell’accordo siglato tra questo, la Regione Lazio, il Comune di Roma e il Municipio VIII.
«Il percorso di questo spazio è frutto di politiche realmente alternative» dichiara Claudio Marotta, Assessore municipale alla Cultura «con la partecipazione dell’attivismo e della società civile siamo riusciti a invertire il paradigma che vuole il patrimonio pubblico svenduto e messo a profitto nell’interesse di pochi. Il Municipio in sinergia con la Regione sceglie invece di attivare processi di coinvolgimento e condivisione, di dare respiro a politiche di cambiamento».
«Prenderemo in prestito il metodo dell’open space technology» prosegue Marotta «usato in ambito di coworking e processi di partecipazione: dopo un momento assembleare in cui emergeranno le principali aree tematiche, si formeranno gruppi di lavoro che discuteranno le singole proposte. Dopodichè si darà seguito al mandato popolare: abbiamo immaginato un periodo di 4-5 settimane per elaborare i risultati, che andranno poi valutati – insieme a Laziodisu – secondo criteri di fattibilità e sostenibilità economica, e recepiti nel programma dei servizi che il futuro centro culturale dovrà garantire ai cittadini. In questo momento di austerity e logiche di bilancio, stiamo attivando dal basso un circuito di buone prassi che rimette al centro il diritto alla cultura».

