Glocal Diyarbakir esplosione

Pubblicato il 5 giugno 2015 | da Delegazione osservatori di Roma

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Diyarbakir: esplosione alla manifestazione per l’HDP, due morti 

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Manifestazione Amed 5 giugno

L’appuntamento era fissato per le 17:00 alla piazza della stazione raggiunta da cortei spontanei dai vari quartieri di Amed. Un fiume di giovani, donne, uomini, macchine imbandierate tutti colorati e rumorosi. Alle 16:00 la piazza era già colma come tutte le strade e i giardini limitrofi. Si stimano oltre un milione di partecipanti. Sul palco gruppi musicali e sotto tutta la gente a ballare.
Alle 17:00 cominciano gli oratori a precedere Idriss Baluken, deputato dell’ HDP di Amed che avrebbe dovuto chiudere la giornata di lotta e festa. Poco prima delle 18:00 una prima leggera esplosione. Un petardo, una bomba carta, parte dei festeggiamenti?

Diyarbakir esplosione

Manifestazione Amed 5 giugno

Neanche cinque, forse dieci minuti dopo una seconda esplosione. Forte, rumore di vetri in frantumi e uno spostamento d’aria percepito anche a una certa distanza. Una bomba, difficile pensare ad altro nonostante dal palco arrivavano spiegazioni meno allarmanti e l’invito a mantenere la calma. Fuggi fuggi generale, panico e la ricerca di vie d’uscita dalla massa accalcata in tutta la piazza e nei dintorni. A seguire il tanfo dei lacrimogeni e l’invito insistente dal palco a mantenere la calma e a liberare spazio per le ambulanze. Si vede sangue e gente portata via a braccia. In molti rimangono, si organizzano e attaccano la polizia che parte con i cannoni ad acqua. Si alza fumo di qualcosa che brucia, ancora lacrimogeni e le notizie in breve diventano chiare e inequivocabili: due bombe, la seconda probabilmente già posizionata tempo prima, era lì per far male e per chiudere col suo portato mortifero la giornata di festa dell’HDP e della gente curda. In serata sappiamo di 27 feriti di cui alcuni, quelli più vicini alla bomba, molto gravi. Era posizionata proprio di fronte al palco, a un centinaio di metri, sembra all’interno di una cabina elettrica, nel cuore della manifestazione, in una situazione dove durante il comizio era impossibile allontanarsi per la calca di gente.

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Manifestazione Amed 5 giugno

Arrivano le ambulanze, qualcuno si fa male nella fuga, molti s’incazzano. Urlano “morte ad Erdogan” e cominciano ad organizzarsi. In serata ci sono scontri in tutta la città. Per il momento non ci sono altre notizie di feriti, almeno tra i compagni ed i manifestanti. Il partito ha invitato tutti sotto la sua sede. Per le 20 è indetta una conferenza stampa. Non è quel clima pre- elettorale cui siamo abituati in Europa. C’è più rabbia che paura e gente abituata a reagire e non a scappare. Sono ancora tutti in strada mentre la televisione di stato dà versioni edulcorate senza però poter nascondere la verità. Due bombe al comizio dell’HDP a Diyarbakir (Amed per i Kurdi) due morti, Ramazan Yildiz di 16 e Remzi Ipek di 17, e più di 50 feriti accertati.
Un compagno incontrato lungo la strada ci dice, in inglese: “We’re not afraid, we live to resist“.

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