Un compagno per un adulto, un servizio per i pazienti con disagio mentale
Un progetto innovativo basato sulla relazione tra operatore e paziente e che ha come scopo il reinserimento nella società dei soggetti affetti da tale patologia
“Un compagno per un adulto” è un servizio creato con l’obiettivo di rafforzare e favorire il processo di riabilitazione, di integrazione sociale e di autonomia dei pazienti con disagio psicologico.
Tale servizio è attivo – da circa 10 anni – nel Centro di Salute Mentale dell’asl RMC – DSM XI in Piazzale Tosti e nel Centro di Salute Mentale dell’asl RMC – DSM XII, in via Orio Vergani 1, da circa due anni. Negli ultimi sette, invece, la realizzazione del progetto è avvenuta grazie alla collaborazione di due strutture del privato sociale, l’associazione Collegamenti Onlus e la cooperativa Il Mosaico.
Questo tipo di unione ha permesso di potenziare le risorse a disposizione dei Centri di Salute Mentale – grazie a una progettualità capace di sostenere e prevenire le crisi e l’eccessivo ricorso a ricoveri in strutture residenziali – permettendo così un risparmio ed un investimento più efficace della risorse pubbliche. «Sono cinque-sei anni che gestiamo quello che prima era solo un progetto sperimentale e che poi nel tempo è diventato un vero e proprio servizio» ha dichiarato Giordano Giorgi, tra i coordinatori del servizio un compagno per un adulto, durante l’intervista.
«Tralasciando la problematica economica, le difficoltà che possono incontrarsi consistono nel riuscire ad avere una comunicazione lineare coi collaboratori del progetto, per evitare incomprensioni tra operatori e dottori» ha spiegato Giordano Giorgi. Il progetto si sviluppa con un intervento basato sugli aspetti psico-educativi, sulle componenti emotive e sulle competenze relazionali, necessarie al reinserimento nella società e allo sviluppo della propria autonomia. Questo tipo di interazione tra operatore e paziente completa il lavoro psicoterapico e farmacologico.
«Stiamo parlando di persone adulte che soffrono, spesso da molti anni, di importanti problematiche psichiche. Nonostante ciò – ha spiegato Giorgi al nostro giornale – negli anni abbiamo notato una forte riduzione dei ricoveri negli S.p.d.c. dovuti proprio alla nostra funzione “ammortizzante” dei disagi quotidiani vissuti dagli utenti. In altre parole la persona che prendiamo in carico nel tempo sente che si può appoggiare all’operatore nei momenti di difficoltà e riesce a chiedere aiuto. Questo é un passaggio cruciale, l’utente sente la vicinanza dell’operatore, sente che si può fidare».
L’obiettivo è di mantenere o ricreare le relazioni sociali della persona soggetta a disagio mentale, facilitando il lavoro di comunicazione che si ha tra i responsabili dei servizi attivi e promuovendo l’accesso stesso dell’utente ai servizi, per migliorare l’integrazione socio-sanitaria. «Come tutte le attività, questa comporta una bellissima gratificazione quando il ragazzo o la ragazza che è mio paziente si riaffaccia alla realtà» ha dichiarato Giordano Giorgi.
Il CSM dell’asl RMC ha al suo servizio 25 operatori specializzati che lavorano sulle motivazioni, su come gestire le emozioni, i sintomi e le capacità di affrontare e risolvere i problemi dei loro pazienti. Il gruppo degli operatori è coordinato dal dott. Giordano Giorgi e dal dott. Gian Paolo Parenti.
Il servizio al paziente viene attivato dall’equipe multidisciplinare del CSM e si basa sugli obiettivi posti nel progetto terapeutico individualizzato che definisce in maniera adeguata metodi, contesti e finalità da raggiungere. Grazie a questo tipo di approccio nasce un processo di responsabilizzazione del paziente verso il proprio percorso di cura. Il servizio sostiene l’utente nella sua quotidianità, nel proprio contesto socio-familiare, evitando istituzionalizzazioni, prevenendo ricoveri, riconoscendolo finalmente non solo per il suo disagio, ma nella sua interezza di soggetto sociale.
Durante il lavoro di questi anni, il servizio ha ricevuto un forte consenso sia tra gli utenti che all’interno dei CSM. Di fondamentale importanza è stato il sostegno delle famiglie e della rete sociale che esiste e che esisteva attorno al paziente. «Capita spesso che gli stessi genitori, una volta che hanno saputo dell’esistenza del servizio, chiedano con forza un nostro intervento. Abbiamo, inoltre, contatti con le associazioni dei genitori del territorio e seguiamo le loro attività» ha concluso Giordano Giorgi.
Tale rete durante la collaborazione con il servizio è cresciuta e maturata divenendo così nuova struttura che accoglie e comprende la problematica del disagio, grazie anche a tali evoluzioni il paziente/utente è riuscito a dimostrare il suo potenziale e quindi ritornare alla vita sia sociale che lavorativa.
COORDINATORI del progetto Un compagno per un adulto:
GIORDANO GIORGI
scatolesonore@gmail.com
+393476051537
GIAN PAOLO PARENTI
gianpaolo.parenti@gmail.com
+393280352342

