Dispacci

Pubblicato il 20 dicembre 2015 | da Irene Salvi

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Pubblicato il secondo rapporto dell’Agenzia Diritti

Emergenza abitativa e non solo: a due anni dal precedente rapporto, si torna a “dare i numeri” del lavoro sociale nel Municipio VIII

Centinaia di persone ricevute, circa 5 colloqui al giorno (oltre la metà dei quali per esigenze legate all’abitare), in prevalenza donne. In base ai questionari anonimi somministrati all’utenza negli ultimi mesi, il 70% si dichiara soddisfatto dei servizi a cui ha avuto accesso. Sono i numeri di “Restituiamo Diritti 2.0”, presentato la scorsa settimana in un’assemblea aperta in Municipio; gli operatori dell’Agenzia Diritti Nuova Cittadinanza hanno ragionato con le istituzioni locali su un biennio di lavoro quotidiano sul territorio, svolto a Garbatella nei locali di via Luigi Montuori.

Dopo aver ringraziato operatrici e operatori dell’Agenzia per il lavoro svolto «in un contesto al ribasso, specie quando si tratta di assegnare risorse al sociale», il presidente del municipio Andrea Catarci ricorda che i servizi sono attivi da oltre dieci anni ma vengono ancora definiti “sperimentali”. «Così si rende impossibile standardizzare gli interventi e metterli a sistema, nonostante le pratiche siano già più che collaudate. Difficile capire cosa ci sia ancora da “sperimentare” dopo un decennio di esperienza sul territorio, ma una cosa è certa: il welfare dovrà essere in cima all’agenda della prossima amministrazione di questa città».

Le agenzie diritti vengono istituite dalla Legge 328/2000 – ancora in buona parte inattuata – che prevede il decentramento dei servizi sociali e una maggiore autonomia degli enti locali nell’ambito di “sistemi integrati di interventi e servizi sociali […] per garantire qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza”; di fatto sono pensate per agire come filtro tra cittadini e istituzioni nell’accesso ai diritti fondamentali nei contesti urbani. Tra le loro competenze rientrano formazione, orientamento al lavoro, gestione di percorsi partecipati (a Garbatella è stata l’agenzia a condurre la vision fair sugli ex bagni pubblici di via Ferrati) e assistenza ai cittadini stranieri per il rilascio della documentazione di soggiorno; qui nel Municipio VIII sono attivi anche un servizio di consulenza legale gratuita in materia civile e penale e gli incontri della Scuola politica “Danilo Dolci”, ma il rapporto – come il precedente, datato 2013 – conferma che la maggioranza degli interventi richiesti riguarda sfratti per morosità incolpevole, assegnazione di alloggi popolari e altre problematiche relative al diritto alla casa. Evidenzia anche come i percorsi previsti dalla normativa, spesso lunghi e farraginosi, difficilmente permettano di risolvere i problemi: per Simona Panzino, coordinatrice dell’agenzia, «i tempi delle amministrazioni sono tali che il più delle volte si è costretti a soluzioni alternative basate sul welfare familiare o sociale». In questo contesto gli interventi quotidiani – ostacolare gli sfratti, attivare la partecipazione nei territori, lavorare sulla consapevolezza dei diritti – sono imprescindibili ma insufficienti, e si scontrano con i limiti di un sistema indifferente alle fragilità sociali.

Fabrizio Nizi (coordinatore del Network Agenzie Diritti Municipali), racconta che «le prime Agenzie sono nate a Torino e Genova e la rete è tuttora attiva nel nord Italia, mentre da Firenze in giù – con la parziale eccezione della capitale – non si è riusciti a organizzare lavoro e strutture locali». La necessità di nuovi strumenti è data anche dall’allargamento dei soggetti a cui devono rivolgersi: «moltissime persone, singoli e nuclei familiari, non hanno i requisiti per accedere agli alloggi popolari (comunque insufficienti) ma soffrono il mercato degli affitti delle grandi città». Per Bruno Pastorino, delegato A.n.c.i. Liguria ed ex assessore alla casa del comune di Genova, quella che si insiste a definire “emergenza abitativa” non sarebbe che il sintomo di un disagio sociale diffuso da curare con politiche adeguate: «le agenzie servono, ma intervengono su situazioni già critiche. Abbiamo a disposizione il pronto soccorso ma mancano i reparti ospedalieri; in questo caso servono interventi di lungo periodo, come censimenti degli alloggi sfitti e nuove regole per il mercato delle locazioni private, oltre al superamento della logica scellerata dei fondi immobiliari ormai imperante in tutta Europa». Bernardino Gasparri, assessore alle politiche sociali del Municipio VIII, parla di una “sfida comunicativa” necessaria: «molte situazioni di disagio sociale – come quelle legate al diritto alla casa – spesso vengono percepite come questioni marginali e distanti, che riguardano un’altra società. Non è così, e devono rendersene conto tanto l’opinione pubblica quanto la politica nazionale».

La medesima sfida anima “Povera Roma”, giornata di studio organizzata da Action Diritti e Roma Social Pride con un invito aperto a tutte le forze sociali, associative e politiche cittadine: l’appuntamento è domani (lunedì 21 dicembre) presso lo spazio Spin Time Lab, dove proprio a partire dall’emergenza abitativa si proverà a riattivare il ragionamento collettivo su disuguaglianze da eliminare e relazioni da ricostruire per ricucire il tessuto sociale della metropoli che verrà.

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