Dispacci

Pubblicato il 2 dicembre 2014 | da Redazione

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Mafie, terremoto istituzionale

Arresti e perquisizioni in Comune: oltre 100 le persone indagate per associazione mafiosa, tra cui l’ex sindaco Alemanno e numerosi amministratori locali

Questa mattina, a Roma, sono state eseguite 37 ordinanze di custodia cautelare firmate dalla gip Costantino: 28 persone si trovano in carcere, le restanti ai domiciliari. I ROS dei Carabinieri hanno svolto perquisizioni anche in via della Pisana, sede del Consiglio Regionale Lazio e la casa dell’ex Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

Le misure rientrano nell’indagine “Mondo di mezzo”, da oltre due anni incentrata su traffici illeciti che affondano le radici nell’era di Alemanno e degli appalti agli amici della gioventù – nerissima – dell’ex sindaco di Roma, a sua volta indagato (ma si dichiara «del tutto estraneo» ai fatti). Il reato per cui si procede è il 416 bis, associazione a delinquere di stampo mafioso; una pioggia di avvisi di garanzia ha raggiunto anche consiglieri regionali e comunali di ogni schieramento – tra cui il presidente dell’assemblea capitolina Coratti e l’assessore alla casa Ozzimo, che si è dimesso stamattina – imprenditori, commercianti ed ex amministratori. Tra i nomi di spicco quello di Massimo Carminati, ex Nar e membro della banda della Magliana, ritenuto dagli inquirenti l’anello di congiunzione tra politica, istituzioni cittadine e criminalità organizzata.

L’indagine è condotta dai pm Cascini, Ielo e Tescaroli, con il coordinamento del procuratore capo di Roma Pignatone; la Guardia di Finanza ha anche sequestrato beni per un ammontare che già supererebbe i 200 milioni di euro. Secondo l’assioma accusatorio, si tratterebbe di un «ramificato sistema corruttivo finalizzato a ottenere l’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza per immigrati».

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