Il Primo Levi dice no. Lo spettro Fiorucci è ormai passato
Il Consiglio d'Istituto ha votato contro la proposta. Rientra l'allarme privatizzazione. Gli studenti: «siamo sollevati, ora guardiamo oltre»
Si tira un sospiro di sollievo al liceo Primo Levi. Oggi il Consiglio d’Istituto ha deliberato il respingimento della proposta della Fiorucci, l’offerta prevedeva una sponsorizzazione di 10.000 euro alla scuola in cambio di uno striscione pubblicitario di 30 metri e due assemblee a tema gestite dall’azienda. Fronte comune per gli studenti e i professori che hanno votato compattamente il “no”. Il voto di questo pomeriggio arriva a termine di un processo che ha accompagnato la vicenda fin dall’arrivo della proposta. La reazione è stata di netto contrasto a quella che è stata vista come un’intrusione dell’istruzione pubblica. Il 24 febbraio scorso è apparso davanti al cancello dell’istituto lo striscione “Ucci ucci, sento puzza di Fiorucci”, che ha immediatamente sollevato la polemica.
Nelle settimane successive il Collegio Docenti e il Comitato Studentesco hanno espresso il loro disaccordo dopo aver discusso la proposta. Gli studenti incassano questa vittoria con entusiasmo. «Ci aspettavamo questo risultato viste le reazioni degli alunni e dei docenti – dichiara Simone Mataloni, Rappresentante degli studenti – Ma siamo comunque molto sollevati. Non sarebbe stato tollerabile accettare quella proposta dopo tutte le manifestazioni degli ultimi anni contro la privatizzazione delle scuole. Inoltre la Fiorucci non ha niente a che fare con il mondo dell’istruzione, il Primo Levi ne sarebbe solo stato danneggiato.» E conclude guardando al futuro: «Abbiamo fatto in modo che questa storia finisse come doveva. Ora andiamo avanti, abbiamo tanti progetti da far partire nelle prossime settimane.»

