Dispacci de carolis zeuge

Pubblicato il 12 luglio 2016 | da Matteo Picconi

0

De Carolis, sabato la prima difesa del titolo

Ad attendere il pugile della Team Boxe il berlinese Tyron Zeuge. Mattioli: «difendere la cintura un impegno molto più duro»

Lo scenario è sempre lo stesso, ring tedesco e una nuova impresa da compiere. Giovanni De Carolis torna in Germania da campione del mondo ma il match di sabato prossimo alla Max Schmeling Halle di Berlino si preannuncia tutt’altro che semplice. Il pugile romano affronterà il beniamino di casa Tyron Zeuge, classe 1992, astro nascente della boxe tedesca. Titolo a parte, quindi, le premesse sono sempre le stesse: sarà necessaria una vittoria schiacciante per portare a casa il verdetto e conservare il titolo dei supermedi.

Sauerland_Feigenbutz_De Carolis“Golia” tedesco. Nonostante il favore di tutti i pronostici, Giovanni De Carolis sembra ancora vestire i panni del biblico “Davide”. Certamente non per demeriti sportivi poiché il suo “Golia” non è il giovane sfidante di Berlino, bensì lo strapotere economico della Sauerland che negli ultimi mesi si è resa protagonista di un’autentica telenovela riguardo la consegna della cintura WBA, conquistata da De Carolis lo scorso 9 gennaio ai danni di Feigenbutz e giunta nella capitale solo alla fine di maggio. Oltre al caso della “cintura sequestrata” a far discutere sono state anche le condizioni contrattuali imposte al pugile romano dopo l’impresa di Offenburg: in caso di vittoria contro Zeuge avrà l’obbligo di combattere a breve termine contro un altro pugile della Sauerland; in caso di sconfitta, invece, non avrà possibilità di rivincita; una multa dai 100 ai 750mila euro qualora non rispettasse tali condizioni. Dietro questo “oltraggio” sportivo non vi è soltanto lo spregiudicato tentativo tedesco di riprendersi il titolo mondiale, ma si cela anche l’estrema debolezza della boxe italiana, totalmente impossibilitata e, soprattutto, a corto di risorse economiche per organizzare eventi di questa portata.

Passaggio di “testimone”. Neanche a farlo apposta “zeuge” in tedesco significa anche “testimone”. Ed è un testimone molto pesante quello che il berlinese riceve da Vincent Feigenbutz, “bruciato” da De Carolis (e, forse, dalla stessa Sauerland) nel match mondiale di sette mesi fa. Pugile diverso, tecnicamente più completo ma con una “contenuta” esperienza alle spalle, in molti guardano con scetticismo il nuovo aspirante al titolo. «Zeuge è un pugile completamente diverso – ha dichiarato recentemente il maestro di De Carolis Italo Mattioli ai microfoni tedeschi – mentre Feigenbutz punta quasi esclusivamente sulla fisicità, lui ha uno stile molto più fluido. Tuttavia, non sono sicuro se ha la forza e la resistenza necessaria ma questo lo vedremo il 16 luglio». Il maestro della Team Boxe Roma XI non nasconde le difficoltà di questo match: «la vera sfida inizia adesso. A mio parere difendere il titolo è un impegno molto più grande. Ci sono anche diverse sfide: mantenere alte le motivazioni, far fronte al nuovo stile dell’avversario (…) credo che sia più difficile rimanere campione che diventarlo». Negli ultimi mesi il gioiellino della Sauerland, oltre al maestro Conny Mitter Meier, è stato allenato da Juergen Braehmer, campione WBA dei mediomassimi. Si è parlato di una presunta “cura Braehmer” nei confronti di un Zeuge fuori allenamento e in sovrappeso ma ormai recuperato per la grande sfida di sabato. A dispetto dei pronostici l’ottimismo in casa tedesca sembra non mancare.

Abraham-De CarolisUn match avanti. La clausola della “non rivincita” pesa come un macigno sulla sfida di sabato: «Attualmente la mia concentrazione è tutta rivolta a questo incontro – ha dichiarato De Carolis in Germania – poi avrò quasi tre mesi di dura preparazione, la vittoria su Zeuge mi garantisce in futuro la possibilità di combattere altri incontri del genere». La domanda rivoltagli dalla stampa tedesca riguardava l’ipotetico ritorno sul ring tra il pugile romano e il 36enne Arthur Abraham, il campionissimo della Sauerland che lo scorso 9 aprile ha perso la cintura WBO contro Gilberto Ramirez. Il match tra De Carolis e “King Arthur” nell’ottobre del 2013 segnò una svolta nella carriera del pugile della Team Boxe: «senza quella esperienza, anche se ne uscii sconfitto, oggi non sarei campione del mondo». Anche Abraham combatterà sullo stesso ring il 16 luglio contro il giovane norvegese Tim Robin Lihaug; una sua vittoria lo metterebbe nuovamente in carreggiata, magari sulla stessa del pugile romano. Non c’è solo Abraham all’orizzonte. Con Felix Sturm ancora in attesa di giudizio per doping, De Carolis (in quanto campione “regolare” della categoria) potrebbe incrociare i guantoni con altri nomi di prestigio che dominano il rating WBA della categoria dei supermedi, come Chudinov o il britannico Groves. Ovviamente sono solo chiacchiere; le prime risposte si avranno alla Max Schmeling Halle di Berlino.

Tags: , , , , , ,




Back to Top ↑