Dispacci casetta rossa

Pubblicato il 25 ottobre 2016 | da Irene Salvi

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Casetta Rossa, timide aperture dopo l’azione in Municipio

L'azione di questa mattina in Municipio VIII ha ottenuto la proroga, previo sopralluogo, della contestata convenzione del 2013. Ma resta incerto il futuro del parco Cavallo Pazzo e dell'esperienza che lo anima da anni

«Casetta Rossa è un’idea di città». Sintetizzava così Christian Raimo, che oggi ne parla su Internazionale, nel suo intervento alla giornata di domenica scorsa #CasettaRossaCePiace, nella quale migliaia di persone hanno attraversato il parco Cavallo Pazzo per portare solidarietà allo spazio dopo che il Municipio VIII a guida del Movimento 5stelle ne aveva intimato, tramite una lettera dal gergo asetticamente burocratico, il rilascio entro 10 giorni (il termine sarebbe dovuto scadere il prossimo 30 ottobre), senza offrire alcuna forma di mediazione politica.

Per difendere questa idea di città che da anni abbraccia attività ed esperienze variegate – qui si impasta con il Forno Popolare e si va in montagna con l’Associazione Proletari Escursionisti, si presentano libri e si organizzano raccolte solidali per profughi e terremotati – questa mattina gli attivisti della Casetta e del Csoa La Strada si trovavano in Municipio VIII: l’intento era ottenere una proroga della convenzione del 2013 – con validità decennale, ma che prevedeva una verifica dello stato dei lavori al dopo 3 anni dalla stipulazione – su cui si basa la gestione degli spazi e del parco di via Magnaghi, di cui l’amministrazione municipale lamenta l’inadempienza. Accuse che la Casetta rispedisce al mittente: «in questi anni abbiamo speso oltre 140 000 euro per rendere agibile lo spazio, che di fatto include uno dei pochissimi parchi puliti, accoglienti e vissuti di tutta Garbatella. Per alcuni “lavoretti” minori – come la riverniciatura delle panchine e la posatura del manto erboso – piuttosto che chiamare una ditta abbiamo fatto da soli, aiutati da volontarie e volontari della comunità locale, per risparmiare qualche soldo: per questo veniamo pretestuosamente accusati di non aver fatto la nostra parte».

14656266_1142448755844051_2856333358459974487_nL’aula consiliare è stata simbolicamente occupata dopo che si è reso impossibile l’inserimento della questione all’ordine del giorno: «abbiamo portato una mozione per chiedere la valorizzazione sociale dell’esperienza contro lo sfratto. Il presidente Paolo Pace è scappato dall’Aula e la maggioranza ha deciso di abbandonare il Consiglio» racconta il consigliere e attivista Ciaccheri. In seguito due rappresentanti della Casetta (inizialmente era stato detto che ne sarebbe stato ammesso soltanto uno) sono stati ricevuti in presidenza. A margine dell’incontro gli attivisti scrivono “La lotta di stamattina ha pagato, ma non è abbastanza. Per ora il municipio si è impegnato a concedere la proroga prevista dalla convenzione previo un sopralluogo sullo stato dei lavori tra 15 giorni. Il rischio di chiusura rimane alto, per questo vi chiediamo di continuare a sostenerci come avete fatto finora aiutandoci ad ultimare i lavori nel parco: da questo pomeriggio saremo attivi, vi aspettiamo. Abbiamo vinto la prima battaglia e continueremo fino alla vittoria!”

Intanto continuano ad arrivare dichiarazioni di solidarietà alla Casetta Rossa da parte di persone, associazioni, artisti che la hanno attraversata negli ultimi anni: da Valerio Mastandrea a Ilaria Cucchi, dal Baobab ad Acad – associazione contro gli abusi in divisa, fino a Paco Ignacio Taibo II che dalla Fiera del Libro di Città del Messico invia il messaggio «la Casetta Rossa es un bien común, la Casetta Rossa no se cierra».

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