“Avanzi di Galera”: il carcere tra resistenze, suoni e sapori
Domenica 1 febbraio al Csoa La Strada, la memoria è un ingranaggio collettivo: percorsi a tappe forzate e cena con ricette dal carcere
“L’uomo è nato libero e dappertutto è in catene”. Così Jean Rousseau descriveva nel 1762 il più odioso tra i contrappesi al contratto sociale: il carcere. Un’istituzione totalizzante apparentemente lontana, nel tempo e nello spazio, da ritmi e valori della società esterna. Si parla così del carcere come di un “non luogo”, una sorta di dimensione sospesa tra attesa della libertà e l’ultima fermata della metro.
L’iniziativa Avanzi di Galera, in programma domani 1 febbraio al Csoa La Strada, nasce dalla volontà di contrastare questa visione facendo emergere volti e maschere di una legislazione penale che negli ultimi anni ha fatto delle scelte repressive e securitarie un baluardo di giustizia sociale. L’iniziativa gioca su due livelli scavando nel rimosso collettivo che il carcere rappresenta e restituendo al sistema detentivo la sua dimensione di spazio fisico e luogo di emarginazione.
A partire dalle 15 un percorso a tappe forzate condurrà i partecipanti tra luoghi, odori e suoni della detenzione, mentre la serata è dedicata ai sapori con una cena a base di piatti tratti dal libro “Il gambero nero, ricette dal carcere”. Durante la serata interventi di Acad Roma, che sabato 24 gennaio ha inaugurato un nuovo sportello presso il Csoa Sans Papiers e Supporto Legale, cui andrà il ricavato dell’iniziativa per sostenere le spese dei condannati ancora in carcere per Genova 2001. Presente all’evento anche DeriveApprodi Editore con una selezione di libri, saggi, diari e romanzi sulla tematica carceraria.
Una giornata intensa che, come recita il comunicato, “vuole dare una risposta alla necessità di parlare di cos’è la prigionia e di come vi si può resistere”.
Per prenotare il percorso a tappe forzate e la cena: avanzidigaleraroma@gmail.com
Altre info: supportolegale.org, avanzidigalera.noblogs.org

