Appia Day per la regina delle strade
Una giornata di chiusura al traffico e di attività alla scoperta del patrimonio archeologico e naturale dell’Appia Antica
Domenica scorsa Roma ha deciso di dire no alla frenesia e di rallentare, per godersi le bellezze che l’Appia Antica offre. Migliaia di persone, a piedi o in bici, si sono date appuntamento all’Appia Day, la giornata di pedonalizzazione della “regina viarum”, così denominata dagli antichi romani, per lo splendore dei monumenti sepolcrali che ne ornavano i bordi – come ancora oggi si vede dalle rovine – e per la cura che le autorità avevano del suo mantenimento, dal quale dipendeva l’organizzazione del traffico con l’Oriente.
La festa di domenica ha avuto come ingrediente fondamentale la chiusura al traffico dell’Appia Antica, dando la possibilità ai cittadini di toccare con mano i vantaggi della pedonalizzazione.
Il progetto dell’Appia Day è parte di un’idea di città che vuole investire sul territorio, la cultura e il paesaggio, ispirato al sogno di Antonio Cederna, cui l’Appia Day è dedicato: la realizzazione di un unico parco archeologico che dalla Colonna Traiana arriva ai Colli Albani comprendendo Colosseo, Palatino, Terme di Caracalla, Mura Aureliane fino ad arrivare alla Valle della Caffarella e all’area degli Acquedotti. Un progetto ambizioso che restituirebbe dignità e prestigio internazionale a una delle più straordinarie aree archeologiche d’Italia.
Nella giornata di domenica si sono susseguite una serie di attività come le narrazioni itineranti ad opera di scrittori, archeologi, naturalisti ed economisti; il GRABAPPIA, ossia il ciclotour alla scoperta del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici a Roma, ideato da Velolove, Legambiente e Touring Club Italiano; la visita all’antiquarium Lucretia romana; la bimbimbici 2016, organizzata da FIAB Roma Ruotalibera; Segui la volpe, un gran tour su due ruote con il geologo Mario Tozzi come guida d’eccezione. A queste attività si sono aggiunte visite a vari monumenti, tra cui una suggestiva passeggiata a ritmo di musica.
Del resto che l’area dell’Appia Antica sia un prezioso patrimonio artistico, culturale e ambientale non è una novità. Antonio Caderna aveva visto tutto già nel 1953: «la via Appia Antica si avvia a diventare l’insufficiente corridoio di scalo dei vari quartieri che le stanno sorgendo ai lati». Ancora prima Wolfgang Goethe decantava la «solidità dell’arte muraria. Questi uomini lavoravano per l’eternità ed avevano calcolato tutto, meno la ferocia devastatrice di coloro che son venuti dopo innanzi ai quali tutto doveva cedere».
In effetti l’Appia Antica è tra le maggiori bellezze che dai tempi dei Romani sono giunte fino ai nostri giorni: una ricchezza che va difesa e tutelata anche attraverso la creazione di una nuova immagine, che sappia ripartire dal concetto di bene comune e dalla volontà di partecipare alla vita collettiva dei territori.

