Cultura palladium

Pubblicato il 11 novembre 2014 | da Daria Bellucco

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Tra critiche e ottimismo riapre il Palladium

Tra ottobre e dicembre un calendario ricco di spettacoli e incontri che però non vede la partecipazione, promessa dall'ateneo, degli studenti.

Il palcoscenico del teatro Palladium torna a far parlare di sé. Dal termine della fruttuosa gestione del RomaEuropa, nel gennaio di quest’anno, le sorti del teatro non sono mai state molto chiare. Mario Panizza, Rettore di Roma Tre, ateneo proprietario del teatro, ha da sempre sottolineato «l ‘importanza del Palladium nel creare un legame tra l’università e la città di Roma, nonché sperimentare uno spazio in cui gli studenti potessero trovare delle opportunità educative che è la missione primaria dell’università». Un obiettivo che, oltre a voler dare voce ai vari linguaggi artistici, vuole anche raggiungere un progetto culturale d’integrazione sociale.

Dopo mesi caratterizzati da un’attività sporadica, priva di un programma ben preciso, la conferenza stampa del 21 ottobre ha riacceso i riflettori dello storico teatro di Garbatella. Tra ottobre e dicembre, all’interno di un programma articolato in sei sezioni, artisti rinomati, tra i quali Franca Valeri, Claudio Amendola, Laura Lattuada saliranno sul palco universitario accanto a giovani promesse. Oltre agli spettacoli il programma propone proiezioni di film e documentari e una serie di lezioni aperte agli studenti e al pubblico: un calendario che si pone come obiettivo la promozione e diffusione della cultura, in equilibrio tra il classico e il contemporaneo .

L’innovazione, ingrediente fondamentale per l’arte e sopratutto per il panorama romano spesso carente di novità, sarebbe dovuta essere garantita dalla partecipazione degli studenti nella redazione della nuova stagione. Partecipazione che però non c’è stata e che ha acceso le critiche di Link, il sindacato degli studenti, che si sono visti completamente estromessi dalla gestione dello spazio. Critiche, secondo i ragazzi del collettivo, assolutamente giustificabili, dal momento in cui la partecipazione degli studenti era stata un punto indiscutibile della riacquisita gestione del teatro da parte dell’università. A maggio, infatti, grazie alla presenza di un membro di Link nel Senato Accademico, gli studenti avevano presentato un programma di spettacoli ideati sia da loro sia da compagnie esterne più o meno conosciute. «La nostra sensazione – confessa Viola membro di Link – è di essere stati completamente ignorati».
Obiettivo di Link era ottenere una rappresentazione studentesca per creare un canale con le Istituzioni. Il consiglio, organo dedicato all’ideazione del nuovo programma, dopo avere visionato le idee degli studenti gli ha comunicato che per il calendario estivo era ormai troppo tardi, di conseguenza se ne sarebbe parlato a settembre. Ma alla fine dell’estate nessuno ha pensato al coinvolgimento della componente studentesca.

I ragazzi hanno ora chiesto delle spiegazioni e la partecipazione alla prossima programmazione trimestrale, che comunque a detta dei rappresentanti del consiglio, necessiterà della presenza di un professore con funzioni di tutoraggio con lo scopo «di non ledere l immagine del teatro». Quest’affermazione la dice lunga sulla fiducia che l’ateneo ripone nei suoi studenti.

Per l’Università di Roma Tre disporre di un teatro come il Palladium è una grande opportunità di farsi portatrice di un rinnovamento culturale e sociale, raggiungibile però solo attraverso un costante dialogo con gli studenti e con il territorio in cui è nata.

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