Cultura oltre le mura

Pubblicato il 3 febbraio 2016 | da Irene Iodice

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Scatti oltre le mura

Dal 21 gennaio al 10 marzo, alla Factory del MACRO Testaccio, la mostra fotografica che conduce al di là del centro storico di Roma.

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“Oltre le mura di Roma” è un percorso fotografico che mette in luce le trascurate periferie della città d’arte per eccellenza, troppo spesso lasciate al buio e alla noncuranza.

I numerosi scatti esposti mostrano una Capitale lontana dalla tradizionale rappresentazione fatta di monumenti, chiese e musei, raccontando una città che diventa culla di storie spesso dimenticate ed ignorate.

Realizzata in seguito ad un concorso fotografico che vedeva protagonisti i Global Shapers Rome (giovani tra i 20 e i 30 anni promotori di progetti a impatto sociale sul territorio) la mostra comprende più di 150 scatti accompagnati dai relativi racconti, frammenti di vita di persone qualunque, con una storia da raccontare e rappresentare.

Attraverso la tecnica del fotogiornalismo e il sostegno di una giuria composta da cinque fotografi di fama internazionale (Stefano De Luigi, Davide Monteleone, Tommaso Protti, Angelo Turetta e Francesco Zizola, direttore artistico) i Global Shapers sono riusciti a dare voce a chi rimaneva in silenzio e mostrare ciò che veniva nascosto, creando un’integrazione e una coesione sociale tra il centro e le sue periferie.

La mostra è organizzata per quartieri: il centro Baobab a Tiburtina, la casa-camper di Tommaso e Donatella a Torre Angela, la comunità Sikh alla Romanina, il Casale della Vaccareccia nel Parco della Caffarella, le storie di donne di strada a San Basilio, e Ostiense, Garbatella, Porta di Roma, Cassino, Roma-est e molte altre.
Nelle sale laterali della Factory si trovano alcuni scatti della giuria, tra cui una raccolta di volti dei giocatori dell’Atletico Diritti, la squadra di terza categoria composta da migranti, ex-detenuti e studenti, fondata dalle associazioni “Progetto Diritti” e “Antigone” nel 2014.
Puntando sul calcio come strumento di integrazione tra esperienze e culture lontane, questi scatti sono forse l’emblema della mostra, un periferico punto di incontro tra eterogenee storie di vita.

“Questa è la storia di una strada. E’ la storia di una strada in particolare ma è la storia di tutte le strade”- Sara Camilli (storia vincitrice del concorso)

“A Roma – la mia città – l’antico e il moderno si combinano crudelmente per creare un nuovo spazio urbano non più eterno, né divino. Un luogo surreale lontano dall’immagine gloriosa e mitica che molti hanno della capitale; uno spazio dominato dal sovrapporsi di passato e presente; una giustapposizione di antica decadenza e selvaggio modernismo dove un diverso tipo di declino si impone”- Roma surreale (scatto di Viviana Peretti)

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