Cultura

Pubblicato il 14 marzo 2014 | da Daria Bellucco

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Caso Scieri: uno spettacolo-inchiesta per riaprire le indagini

Nell'agosto del 1999 il parà Emanuele Scieri venne trovato morto all'interno della Caserma dove svolgeva servizio militate

<<Nostro figlio Emanule Scieri partito da Siracusa il 21 luglio del 1999 per fare il servizio militare, è tornato a casa un mese dopo chiuso in una bara». Con le parole di Isabella Guarino e Corrado Scieri ha inizio lo spettacolo-inchiesta Emanuele Scieri, Vittima della folgore, in scena al teatro di Documenti di Testaccio fino a domenica 16 marzo con la regia di Paolo Orlandelli. Un docuspettacolo che prende le mosse dal libro scritto proprio dai genitori di Emanuele. Un libro che ripercorre gli eventi e le inchieste scavalcando ma senza riuscire ad abbattere l’alto muro dell’omertà.

Il Caso Scieri è una tragica storia italiana che si somma ai misteri insoluti del paese. Il corpo del giovane paracadutista venne ritrovato il 16 agosto 1999 all’interno della caserma Gamerra di Pisa, seminascosto ai piedi della scala di asciugatura dei paracaduti. Su quella scala Emanuele c’era salito tre giorni prima, il 13 agosto, sotto ordine dei tre anziani del reggimento. I “nonni” lo obbligarono ad arrampicarsi con il solo uso delle braccia, legandogli le gambe con i lacci delle scarpe, infliggendogli calci e pugni sul corpo e sulle stesse mani: una delle prove di nonnismo tra le più conosciute nella caserma. A seguito delle percosse Emanuele cadde a terra ma ancora in vita. I tre che erano con lui eseguirono il consiglio di un superiore e lo abbandonarono per farlo sembrare un incidente. Il corpo del giovane parà venne scoperto solo tre giorni dopo a causa dell’odore nauseabondo del cadavere, in stato avanzato di decomposizione sotto il sole d’agosto. Nel corso degli anni ben tre inchieste non state in grado di dare un nome e un volto agli assassini del 26enne.

Lo spettacolo racconta passo dopo passo la vicenda. Il caso Scieri viene sviscerato attraverso le testimonianze dei commilitoni, le inchieste dei giornalisti, le perizie dei medici, le affermazioni dei politici e dell’opinione pubblica. Si dipinge così un panorama di omertà, populismo, esaltazione della forza e dell’ignoranza presenti all’interno della folgore, di cui Lo Zibaldone scritto dal Generale Celentano ne rappresenta il manifesto. I dieci attori sul palcoscenico, con lavoro da reporter, restituiscono l’amara realtà di un fatto i cui colpevoli erano da ricercare all’interno di un esercito evidentemente inattacabile. È una vicenda che fa rabbia e impaurisce per la mancanza di giustizia, ma i ragazzi regalano anche qualche sorriso.

In una lettera il regista invitava il Ministro della Difesa Pinotti ad andare a vedere lo spettacolo. A tale invito segue una telefonata del Ministro che, se pur impossibilitata a recarsi a teatro, si sarebbe interessata al caso. Un caso che esige oltre all’interesse la sua riapertura.

@BellDaria

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