Glocal pepe mujica

Pubblicato il 7 novembre 2016 | da Fabio Ferrari

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Pepe Mujica al Palladium: “Trovare il tempo per vivere è un esercizio di libertà, il consumismo è una minaccia”

Lectio magistralis dell’ex presidente dell’Uruguay nell’incontro per la presentazione del libro Una pecora nera al potere

In Italia si sente la mancanza di una personalità politica del calibro di José Pepe Mujica. Lo hanno ampiamente dimostrato i partecipanti alla conferenza che l’ex presidente dell’Uruguay ha tenuto lo scorso 5 novembre agli studenti sul rapporto tra Giustizia sociale e felicità. Applausi, risate complici e tante domande all’ex guerrigliero tupamaro, politico ottantunenne che con la sobrietà ha reso noto il suo piccolo paese.

L’incontro, organizzato dalla Regione Lazio e dall’università Roma Tre al<img class=" wp-image-9722 alignright" src="http://www.csoalastrada.net/core-online/wp-content/uploads/2016/11/pecora-300×114.jpg" alt="pecora" width="337" height="128" srcset="http://www.csoalastrada.net/core-online/wp-content/uploads/2016/11/pecora-300×114 best online collaboration tools.jpg 300w, http://www.csoalastrada.net/core-online/wp-content/uploads/2016/11/pecora.jpg 346w” sizes=”(max-width: 337px) 100vw, 337px” /> teatro Palladium – alla Garbatella – in occasione dell’uscita del libro Una pecora nera al potere (Andres Danza ed Ernesto Tulbovitz, ed. Lumi), è stato introdotto dal vicepresidente della Regione con delega alla scuola, Massimiliano Smeriglio.

Il “presidente povero” ha affascinato la platea, composta in larga parte da studenti delle scuole superiori, con una vera e propria lectio magistralis su cultura, lavoro, formazione, capitalismo e felicità (agli antipodi).

Secondo “el Pepe” l’ingrediente fondamentale per trovare la felicità è la libertà dell’individuo. Ma nell’odierna società dominata dal consumismo Mujica ritiene che una delle più grandi minacce alla libertà venga dal mercato, che subdolamente trasforma le persone in compratori compulsivi, sottraendo loro il tempo di vita e convertendole in esseri funzionali alla riproduzione esclusiva del mercato stesso.

“In questi tempi moderni, dove l’economia si è separata dall’etica e dalla filosofia e va per una strada propria, trovare il tempo per vivere è un esercizio di libertà e siamo liberi quando facciamo qualcosa che veramente ci piace. Non voglio fare l’apologia del non lavoro – ha aggiunto Mujica – ma ad esempio, quando lavoro, perché ne ho necessità, non sono libero. Ribadisco però che bisogna trovare un giusto equilibrio tra la soddisfazione delle necessità materiali e il tempo di vivere”.

L’ex presidente, il cui mandato è scaduto nel 2015, ha saputo essere anche tremendamente concreto. Nel rivolgersi in particolare ai giovani delle scuole ha ricordato loro che, a differenza del passato, le recenti trasformazioni del mondo del lavoro rendono anche coloro che si formano all’università parte di una classe lavoratrice generatrice di plusvalore, sfruttata e dunque assimilabile al proletariato, alla classe operaia.

La cultura, celebrata da Mujica, deve essere la leva che aiuta a comprendere i fenomeni sociali che coinvolgono il tempo della vita ed è importante essere consapevoli che non bisogna rimanere da soli, nada es peor de la soledad, bisogna dunque tornare ad una coscienza di classe.

E da gran politico quale è, Mujica non ha dubbi: la sobrietà deve essere la bandiera di chi vuole fare politica, alle spalle della quale non si dovrebbe vivere. “ Chi si vuole arricchire – ha tuonato in una sala acclamante – si occupi di affari ma lasci perdere la politica, un politico deve invece essere disposto ad avere un tenore di vita che sia pari al livello medio del proprio popolo”.

Agile, in scioltezza, questo ottantunenne uomo del futuro ha riportato il sole sulle speranze dei presenti ricordando una cosa semplice: la vita è un miracolo e bisogna viverla intensamente.

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