Resistenze

Pubblicato il 21 dicembre 2011 | da Adriano Manna

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Dall’altra parte della Colombo

Alla dinamicità sociale e culturale di quartieri come la Garbatella, corrisponde la carenza di spazi culturali e sociali dei quartieri al di là della Colombo. Analisi di una socialità negata.

La grande arteria automobilistica della Cristoforo Colombo non divide il nostro municipio solamente da un punto di vista urbanistico. Questa rappresenta di fatto una linea divisoria di un territorio, quello della Garbatella, di San Paolo e dell’Ostiense, ricco di produzione culturale e di opportunità socio-ricreative da un quadrante, come quello della Montagnola – Tintoretto, dove le opportunità di esprimere percorsi culturali e sociali sono cronicamente ridotte al minimo.

La vivacità sociale e culturale della Garbatella e dei quartieri limitrofi è il risultato storico di una serie di fattori, come il tradizionale intervento della sinistra politica su quei territori, che ha lasciato in eredità un patrimonio molto vasto di spazi sociali dedicati soprattutto ai più giovani, a cui si è accompagnato nel tempo l’intervento delle amministrazioni locali, che ha consentito l’apertura di luoghi come la piazza telematica o quello più “travagliato” della biblioteca comunale, attualmente ospitata nei locali del “Caffè Letterario”.

Al di là della Colombo la situazione che si è venuta a determinare nel corso degli anni è specularmente opposta: qui i vari soggetti sociali non sono mai stati in grado di insediare durature esperienze di condivisione sociale e culturale. Il vuoto così determinatosi non è stato mai colmato neanche dalle istituzioni, qui meno presenti che altrove, le quali a parte alcuni isolati tentativi, non hanno mai dedicato particolare attenzione alle esigenze di una zona che, è bene ricordarlo, presenta un tasso di popolazione giovanile nettamente al di sopra della media cittadina.

Anche le peculiarità urbanistiche dei quartieri costruiti negli ultimi decenni hanno inciso non poco a determinare questa situazione: la vittoria culturale del neoliberismo e l’affermarsi di concezioni meramente speculative hanno influenzato la pianificazione urbanistica più recente, dando vita a quartieri dormitori che prevedono come unici luoghi aggregativi i grandi centri commerciali, generando una disumanizzante sovrapposizione tra il luogo della socialità e quello del consumo.

Esistono tuttavia delle piccole esperienze di spazi pubblici adibiti ad uso sociale come quella del centro giovanile “Tetris”, in via Grotta Perfetta, che allo stato attuale è in attesa dell’esito del bando di assegnazione secondo la L.285, secondo cui la funzione di luogo aggregativo deve essere rivolta esclusivamente ai giovani minorenni.

Un’altra significativa esperienza è quella del Teatro pubblico “De Angelis”, in via Ballarin 102, che attualmente offre corsi di teatro a prezzi popolari.

Diversa è la storia del “Teatro de Merode”, in zona Tormarancia, oggi un laboratorio teatrale autogestito, che sorge all’interno di una occupazione abitativa promossa dal “Coordinamento di Lotta per la Casa”, occupazione che ha avuto inizio nell’ottobre del 2005.

Il vuoto di offerte culturali per la cittadinanza risulta comunque tutt’altro che colmato: “Nei nostri quartieri non ci sono spazi disponibili, non esiste neanche una piazza, ed i giovani sono costretti a ritrovarsi dentro il centro commerciale – ci racconta Andrea Rosati dell’Ass.“Nessun dorma” di Roma70 – perfino le possibilità di fare attività sportiva sono ridotte al minimo, poiché i due campetti pubblici sono lasciati nel più totale stato di abbandono”.  

Eppure la cittadinanza ha mostrato una grande capacità di risposta alle poche occasioni di socialità che gli sono state offerte: “Quando abbiamo iniziato a dar vita a questo percorso associativo ci siamo resi subito conto che non erano certo le idee e le energie a mancare, ma l’assenza di infrastrutture rende quasi impossibile la pianificazione di un lavoro che non sia esclusivamente finalizzato ad eventi culturali occasionali. Come prima uscita pubblica nell’ottobre di due anni fa abbiamo deciso di rimettere in piedi, dopo 5 anni di interruzione, il tradizionale concerto annuale Roma70Live dedicato ai gruppi emergenti del territorio, e la risposta è stata al di sopra delle aspettative. Sono accorsi tantissimi giovani, ma anche molte persone in età adulta, e l’edizione di quest’anno ha raccolto ancora più consensi. Tutto ciò dimostra che il problema della carenza di offerte culturali non riguarda solo i ragazzi, ma è ormai generalizzato a tutte le fasce d’età”.


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