La Principe di Piemonte non si vende
Ma restano le richieste dei cittadini riguardo le gravi carenze edilizie. Solo in parte ottemperate dall'assessorato ai Lavori pubblici
Imbarazzo attorno alla Principe di Piemonte, storica scuola elementare di San Paolo: le voci di una presunta svendita della scuola, che hanno mobilitato un grande numero di insegnanti ed ex studenti affezionati, parrebbero del tutto infondate. Il complesso infatti è catalogato tra i beni cartolarizzabili, e le ripetute esigenze di fondi, denunciate più volte anche dal Presidente del Municipio XI Andrea Catarci, hanno alimentato confuse voci su una possibile svendita della scuola per ottemperare alle carenze finanziarie. Si vociferava inoltre della possibile destinazione dell’edificio ad un’ambasciata americana: ciò sarebbe andato a braccetto con la costruzione dei PUP nella strada adiacente, che ne avrebbero guadagnato in valore.
Che si trattasse di una paura infondata è stato certificato dall’incontro di Catarci con lo staff di Fabrizio Ghera, assessore comunale ai Lavori pubblici, svoltosi il 5 dicembre e sollecitato dai cittadini interessati (che durante il confronto erano presenti, fuori dall’assessorato, a manifestare le loro richieste). “E’ stata smentita con decisione la voce di una possibile alienazione del bene- afferma in un comunicato tempestivo il Presidente del Municipio-, con un sospiro di sollievo di scuola e Municipio”.
Ma alcune preoccupazioni, le più concrete, rimangono. E concernono l’attuale problema di spicco delle scuole italiane: l’edilizia. Le gravi carenze strutturali, che vanno da un impianto idraulico e fognario in disfacimento all’insufficienza dell’impianto di sicurezza, sono state denunciate a lungo dalla presidenza della scuola, dal corpo docente e dalle famiglie, stanche di dover far pesare sui propri figli le mancanze delle istituzioni di competenza. Di ciò si è fatto carico anche Catarci: “Da tre anni il Municipio Roma XI chiede in Bilancio i fondi necessari per realizzare gli interventi di manutenzione straordinaria della Scuola”, afferma in un precedente comunicato. Ricordando anche, in un altro testo, che il Municipio non può provvedere a causa dell’ “azzeramento da tre anni del Piano Investimenti Municipale”.
L’incontro, in ogni caso, sembra aver dato i suoi frutti. L’assessorato ha infatti promesso di stanziare dei fondi, per lo meno per quanto riguarda le urgenze più gravi: in primo luogo il rifacimento dell’impianto fognario carente, e soprattutto la bonifica di un pavimento che presenta componenti di amianto. Ben lontana dall’essere la risoluzione dei problemi edilizi della scuola, la disponibilità dell’assessore ad affrontare almeno le emergenze è una piccola vittoria, tutta dedicata alle famiglie in mobilitazione.

